FORUM 10


ARCHÄOLOGIE

Archäologische Schutzzone Lajen

Cari amici,

Vi giro la comunicazione di una iniziativa dell´associazione Italia Nostra di Bolzano contro il rifiuto della Giunta Provinciale di sottoporre a vincolo l´area archeologica di Laion. Vi ringrazio dell´attenzione e della notorietà/solidarietà che vorrete dare a questa iniziativa in qualsiasi modo e sotto qualsiasi forma. Grazie

Umberto

L' Associazione Italia Nostra, sezione di Bolzano, prende atto con rammarico della decisione della Giunta Provinciale di Bolzano di non accettare la proposta della Soprintendenza Provinciale ai Beni Culturali di sottoporre a vincolo l' importante sito archeologico di Laion in Val d'Isarco. Il sito, in corso di scavo a cura dell' Ufficio Beni Archeologici della Provincia dall' estate 2000, ha permesso di porre in luce un vasto campo di rovine e strati archeologici del neolitico medio, dell' età del bronzo, del ferro, di età romana e medioevale. Nel mese di marzo dello scorso anno era emersa anche una rara statua stele di pietra dell' età del rame (2500-2200 circa a.C.) con raffigurazione incisa di pugnale, pettorale, arco e freccia. A causa dell' eccezionale spessore della stratificazione archeologica, che in qualche punto raggiunge i due metri, non è stato possibile completare lo scavo entro i limiti di tempo imposti dalla Giunta per consentire al proprietario di costruire la propria casa. Questi non accetta soluzioni alternative nè varianti di progetto, sicché il destino del sito appare segnato.

Appare già oggi chiaro, come hanno sottolineato i Carabinieri di Laion nel sequestrare l'area (subito dissequestrata dalla magistratura bolzanina per mancanza, almeno allo stato attuale, degli estremi di reato), che qualunque decisione che non comporti il vincolo ovvero l'esaurimento del deposito archeologico per mezzo di uno scavo sistematico, si configura come una grave violazione di legge che sarà penalmente perseguita.

Italia Nostra di Bolzano, nel riservarsi di ricorrere avverso la decisione della Giunta Provinciale per la salvezza del sito al Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa, ha organizzato mercoledì 16 aprile 2003 alle ore 20,00 presso la sede del CLS - Consorzio Lavoratori Studenti, in Via Roma 9/B

in collaborazione con

Landesverband fuer Heimatpflege in Suedtirol,

FAI, Fondo Italiano per l'Ambiente,

CLS e Archeoart,

e con la partecipazione di Circolo Arca/Arche Verein Bressanone,

Komitee fuer die Erhaltung von Castelfeder, Montan, e Gruppi Archeologici

d' Italia - Bolzano,

una conferenza con diapositive del

Dott. Umberto Tecchiati

Ispettore di Zona presso l' Ufficio Beni Archeologici della Provincia Autonoma di Bolzano e direttore degli scavi di Laion:

Significato e importanza delle scoperte archeologiche di Laion.

Ing. Nicola Angelucci

Presidente di Italia Nostra-Bolzano

info: italianostrabz@virgilio.it

Il dott. Tecchiati aggiunge, dopo la sentenza per l’edificio della pretura di Monguelfo:

La sentenza del Tar [sul Gericht di Welsberg] è fonte di soddisfazione e anche di speranza. Noi continuiamo a lottare. Un quesito: se il patrimonio archeologico è parte del patrimonio ambientale, e se chi distrugge l'ambiente si macchia di peccato mortale, non è, secondo la chiesa, nel peccato anche chi distrugge il patrimonio archeologico?

Intanto un intero castelliere è stato distrutto a Siusi (non vincolato) e il comune di Barbiano ha distrutto parte di una particella incolata...


ARCHÄOLOGIE

Ausstellung Gräberfeld Sebatum-Pichlacker

 

Im Sommer wird eine Ausstellung zum Gräberfeld Pichlwiese stattfinden, das das Landesdenkmalamt in den Jahren 2000 – 2002, zwischen Innerhofer und Holzlager Plankensteiner, in Bruneck West, ausgegraben hat. Eröffnungstermin ist Dienstag, 8.Juli und die Ausstellung wird den ganzen Juli und August geöffnet bleiben. Die voraussichtlichen Öffnungszeiten sind: 10:00 Uhr bis 12:00 Uhr und 16:00 Uhr bis 20:00 Uhr, Samstag einschließlich; Sonntag ist geschlossen.

Als Rahmenveranstaltungen planen wir eine Reihe von 3 Vorträgen welche unser Kulturverein organisiert und welche in St. Lorenzen stattfinden werden. Die Themen werden die Ausgrabungsgeschichte, Aguntum und das frühe Christentum in Südtirol beinhalten.

Die Ausstellung zeigt die Beigaben von 10 Gräbern plus den Rekonstruktionen einer Ganzkörperbestattung und einer Brandgrabbestattung samt den Ergebnissen der anthropologischen Untersuchungen. Die reich ausgestatteten Gräber haben Beigaben wie einen mit einer Traube verzierten Becher, goldene Ohrringe, verschiedene Messer, Fibeln, Glasperlenhalsketten, Münzen und anderes mehr. Gleichzeitig erscheint eine Sondernummer des Schlern, welche schwerpunktsmäßig unser Gräberfeld zum Thema hat.

Carlo Sansone
Obmann des Vereins für Kultur- und Heimatpflege, Bruneck, Koordinator der Ausstellung


ARCHITEKTUR

Brunecker Gemeindebau - Colosseum 02

Bruneck ist mit ihrem Gemeinde-Protzbau ja auch Vorbild für das ganze Pustertal, mit freistehenden Betonmauern, um den Nachbarn Schatten zu spenden und eigenem Besucherleitsystem auf GPS-Basis, damit sich niemand in den endlosen Gängen verirrt. Wie man hört, soll ein Teil des Gebäudes, mangels genügend Beamten, in Sozialwohnungen, Probelokale für Jugendbands und Vereinslokale umgewidmet werden.

Andre Niederbacher, Reischach


ASTRONOMIE

Astronomische Eilmeldung zur Sonnenfinsternis

Samstag, 31. Mai 2003 kurz nach 5.00 Uhr früh, Sonnenaufgang im Nordosten. Nur eine schmale Sonnensichel geht auf - ein ungewohnter Anblick. Die Sonne ist zu rund 70 % vom Mond verdeckt.

Ein phantastischer Anblick für all jene, die so früh aufgestanden sind. Je tiefer der Horizont im Nordosten wo die Sonne aufgeht - umso schmaler ist die Sonnensichel und umso länger ist diese Sonnenfinsternis zu sehen. Ein Naturschauspiel das so nur sehr selten zu sehen ist.

Für "Spätaufsteher" ist ab ca. 6.15 Uhr die Sonnenfinsternis schon wieder vorbei.

Es wird Zeit nach den Sonnenfinsternisbrillen von 1999 zu suchen, das Frühstück vorzubereiten, das man an einem günstigen Ort, zu früher Stunde, bei hoffentlich schönem Wetter bei strahlender "Sonnensichel" genießen kann. Das sollte man nicht versäumen.

P.S. Da die Sternwarte Gahberg keinen guten Blick nach Nordosten hat, gibt

es keine Führung zu dieser Sonnenfinsternis. Die Mitglieder der Sternwarte haben sich auf verschiedene gute Beobachtungsplätzen auf anderen Bergen verteilt.

Für alle, die mehr dazu wissen wollen gibt es Informationen auf unserer Homepage

http://www.astronomie.at/

oder in unserer digitalen Vereinszeitung zur Sonnenfinsternis

http://www.astronomie.at/ai/ai173/ai173.htm

Wer Sonnenfinsternisfolie für Teleobjektive und Teleskope noch benötigt, kann die Folie bei uns bestellen:

Email: info@astronomie.at
(z.B. 10 x 10 cm = 3,50 ? + Porto)

Wir wünschen gute Sicht

mit besten Grüßen

Erwin Filimon
Astronomischer Arbeitskreis Salzkammergut
Sternwarte Gahberg
Sachsenstrasse 2
4863 Seewalchen am Attersee
Email: filimon@astronomie.at
Tel. 07662-6490 (abends)
Tel. 0664-3720422 (abends)


BAUBRANCHE

Leserbrief

Antholzer Salami

Südtirol leidet an einem Überangebot an durch Subventionen aufgedunsenen Bau- und Baggerfirmen. Man hat beim Anblick der Maschinenparks oft den Eindruck, als wollte Südtirol ganz Mitteleuropa umbauen.

Nachdem schon jeder Baum seine eigene Forststraße, jeder Weiler sein Zweitwohnungsstadtviertel, jedes Rinnsal sein Betonkorsett, jede Trockenmauer ihren Zyklopenersatz bekommen hat und die schönen Felder alle melioriert worden sind, diese Phase also abgeschlossen ist, bricht zur Zeit ein Kampf mit allen Mitteln um neue Aufträge aus; sehr oft entgegen jeder Vernunft!

Die Rechtfertigungen dafür sind immer die gleichen: Angeblicher Konkurrenz- und Qualitätssteigerungsdruck, neue Akzente, in Entwicklung nicht stehen bleiben, auf heutigen Stand bringen, ordentliche Straßen für die nächsten 30 Jahre bauen, usw.

Wie sich solche Baumaßnahmen auf die Allgemeinheit und allzu oft auch auf die einzelnen Bauträger auswirken, spielt dabei nur eine untergeordnete Rolle.

Wer auf jeden Fall und immer daran verdient sind die Baufirmen und die Banken.

Ruinierten Privaten oder verschandelten Orten und Tälern kann später ja gesagt werden: Ihr habt’ s ja selber so gewollt!

Antholz hatte bisher eine nahezu perfekte Symbiose zwischen Naturschönheit und Sport. Man sollte es dabei belassen, sich auf keine Abenteuer einlassen und Erpressungsversuchen der Sport-Lobby, die mit der Baulobby gemeinsame Sache macht, widerstehen.

Der einzigartige Talschluss ist schnell ruiniert; die Idylle verschwunden und der gute Ruf des Tales mit ihr!

Walter Harpf
Mitglied des Heimatpflegeverbandes, PPP, TIS
Bruneck 17.04.03


BAUBRANCHE

Dimssioni dalla Commissione edilizia di Brunico 01

Al Sindaco di Brunico

Christian Tschurtschenthaler

Ai membri della Commissione edilizia

Oggetto: dimissioni dalla Commissione edilizia di Brunico

Con grande serenità prendo atto che in seguito alla seduta della Commissione edilizia del 4 marzo 2003 è venuto meno un rapporto di fiducia reciproco del sindaco e dei membri della Commissione nei miei confronti.

Devo constatare inoltre che è emersa un’evidente incompatibilità morale tra il mio ruolo di professionista e la mia presenza in Commissione edilizia in qualità di assessore comunale.

Nel merito specifico, le pesanti motivazioni contenute nella lettera dell’ufficio tecnico del 07.03.2003, e riferita alla mancata approvazione del progetto di ristrutturazione di villa Raffin da parte della Commissione per motivi estetici, è lesiva della mia professionalità e reputazione.

Tale lettera, inoltre, non corrisponde a quanto affermato dalla stessa Commissione edilizia in mia presenza nella seduta del 4 marzo, nel corso della quale non è stata mai posta in discussione la regolarità urbanistica e legale del progetto stesso, salvo farlo successivamente d’ufficio, il tecnico Plaikner con la lettera medesima, rimangiandosi quanto affermato ufficialmente dallo stesso tecnico e dall’ esperto provinciale, architetto Oggiano.

Si tratta quindi di una questione di forma e di moralità nei confronti di un cittadino e di un professionista che va ben oltre una mera faccenda tecnica/estetica o personale.

Da tempo sono anche in dissenso con molte decisioni scorrette o quantomeno discutibili operate dalla Commissione, come ad esempio la demolizione dello storico Hotel Posta e di Villa Walcher(posizionata di fronte a villa Raffin), inserita nella prestigiosa guida dell’Architettura in Alto Adige. Si tratta di scelte superficiali che denunciano scarsa sensibilità e cultura nell’affrontare tematiche architettoniche e urbanistiche della città, che a livello politico si dimostra con il fallimento della Commissione per gli Insiemi architettonici.

Pertanto, con grande rammarico e visto il mio imbarazzo e disagio nel continuare ad essere membro della Commissione, rassegno le mie dimissioni irrevocabili dalla Commissione edilizia di Brunico.

In merito alla mia sostituzione si pronuncerà il gruppo politico di "Insieme per Brunico" del quale faccio parte.

Distinti saluti,

Dott. arch. Paolo De Martin
Brunico
26 marzo 2003


BAUBRANCHE

Dimissioni dalla commissione edilizia 02

Su richiesta del direttore di FORUM, e con l’obiettivo di una corretta e democratica informazione dei cittadini, allego la mia lettera di dimissioni dalla commissione edilizia.

Si tratta di una decisione che va ben oltre mere questioni professionali e che vuole dare un segnale politico sia su molte discutibili decisioni della commissione, alle quali mi sono opposto (demolizione dell’Hotel Posta, demolizione di villa Walcher…) e sia sulle forme poco democratiche e professionali di valutazione dei progetti.

Ritengo inoltre molto scorretto e poco democratico l’atteggiamento della SVP e del sindaco nelle procedure/manovre relative alla mia sostituzione.

In seguito alle mie dimissioni dalla commissione edilizia comunale, la lista civica "Insieme per Brunico", con lettera del 17 aprile 2003 indirizzata al Sindaco ed al capogruppo della SVP in consiglio comunale ha candidato ufficialmente come membro della commissione edilizia comunale il consigliere comprensoriale Lucio Manzolli.

Prima della seduta di consiglio comunale del 23 aprile, il consigliere Angelo Milesi ha comunicato improvvisamente al coordinatore della nostra lista l’intenzione di entrare in commissione edilizia pretendendo il ritiro della lettera ufficiale del 17 aprile.

Il sindaco, invece di fare propria la proposta della lista civica "Insieme per Brunico" in consiglio comunale, come avviene normalmente tra partner di giunta, e senza comunicare al sottoscritto e al coordinatore della lista civica la sua contrarietà alla candidatura del signor Manzolli, chiedendo un’altra proposta, ha convocato i capigruppo subito prima della seduta di consiglio comunale.

Nel corso di questa seduta, presente per "Insieme per Brunico" il consigliere Milesi, il capogruppo della SVP dott. Baumgartner ha richiesto proposte per la mia sostituzione in commissione edilizia.

Egli stesso ha proposto il consigliere Milesi come membro effettivo e, al suo posto, come membro supplente, il consigliere Dolcetti del "Polo delle Libertà".

Il consigliere Milesi, pur essendo parte interessata, ha avvallato la proposta, mettendosi in modo evidente in contraddizione la lista che lo ha portato in consiglio comunale.

Sia durante la riunione dei capigruppo che prima della votazione in consiglio comunale, è stata comunicata "una candidatura Manzolli", senza però specificare che si trattava della candidatura ufficiale della lista partner di giunta "Insieme per Brunico", tenendo così all’oscuro gli stessi consiglieri comunali della SVP sulla nostra proposta di candidatura.

Dott.arch. Paolo de Martin
Brunico


BAUBRANCHE

Gericht Welsberg

Wieder großer Erfolg im Kampf um das ehemalige Gerichtsgebäude in Welsberg:

Das Verwaltungsgericht annulliert die Abbruchermächtigung der Landesregierung!

Mit großer Freude haben wir zur Kenntnis genommen, dass am 29.4.2003 auf Antrag von „Italia Nostra„ und vom Landesverband für Heimatpflege das Regionale Verwaltungsgericht Bozen den eingebrachten Rekurs angenommen hat und den Beschluss der Landesregierung vom 24.3.2003 zum Abbruch des ehemaligen Gerichtsgebäudes annulliert hat.

Bereits bei unserem großen Erfolg vor dem Staatsrat in Rom wurde unmissverständlich festgeschrieben, dass es für den Abriss eines denkmalgeschützten Gebäudes auch eine fachliche Begründung seitens des Denkmalamtes braucht. Damit wurde zudem die Kompetenz und die Zuständigkeit dieses Amtes gestärkt und festgeschrieben. Trotz dieser klaren Aufforderung durch den Staatsrat hat sich die Landesregierung wiederum darüber hinweggesetzt und kein Gutachten des Denkmalamtes eingeholt!! Dies wahrscheinlich in der Hoffnung, dass niemand mehr dagegen Einspruch erhebt, denn wo kein Kläger ist, kann auch kein Richter einschreiten!! Somit wäre ein illegaler Beschluss auch rechtskräftig geworden!

Das Verwaltungsgericht ist nun unserer Argumentation gefolgt und es hat den Beschluss der Landesregierung zur Abbruchermächtigung und damit alle folgenden Akten der Gemeinde bezüglich Abbruch annulliert. Somit steht dieses Gebäude auch weiterhin unter Denkmalschutz und muss erhalten bleiben!

Seit Jahren haben wir uns als Landesverband für Heimatpflege gemeinsam mit Welsberger Bürgern und dem Landesdenkmalamt vehement für die Erhaltung dieses geschichtsträchtigen ehemaligen Gerichtsgebäudes eingesetzt. Nach diesem großen Erfolg werden wir uns deshalb weiterhin mit Vehemenz für die Sanierung und Neunutzung des Gerichtsgebäudes einsetzen, nachdem Gerichtsgutachter die Sanierbarkeit festgestellt haben.

Hartnäckigkeit lohnt sich doch!!

Albert Willeit
Bezirksobmann des Heimatpflegeverbandes
Bruneck, 30.4.2003


BAUBRANCHE

Ansitz Hohenhaus, Gufidaun - Freie Menschen lieben, bewahren die Kunstdenkmäler

Gufidaun (wd) - Wenn es nach dem Willen der großen Mehrheit der politischen Vertreter auf Orts- und Gemeindeebene gegangen wäre, hätte Gufidaun sein "Gesicht" und ein wertvolles historisches Gebäude, den Ansitz Hohenhaus verloren. Heimatgefühl, Bürgersinn und Respekt vor Althergebrachtem verhinderten dies durch eine Bürgerbefragung. Der restaurierte Ansitz ist mit seiner historischen Fassade und seiner vielfältigen Nutzung eine große Aufwertung für Gufidaun. Bei der Restaurierung kamen gut erhaltene Fresken und Dekorationsmalereien (1740) zu Tage, eine kunsthistorische Zugabe. "Barbaren und Sklaven verachten die Wissenschaft und zerstören die Kunstdenkmäler, freie Menschen lieben und bewahren sie": Diese Worte eines französischen Abgeordneten (1893) sagte Landeskonservator Helmut Stampfer bei der Eröffnungsfeier.

Walther Dorfmann
Dolomiten
12.05.03


BAUBRANCHE

Mit der Dummheit kämpfen selbst die Götter vergebens

Gentile Forum-Team,

Si rivede qui in Sudtirolo quanto succedeva da noi (parlo del Veneto) nel dopoguerra, quando si demolivano senza troppi scrupoli edifici pregevoli per sostituirli con volumi "moderni" privi di un qualche legame con l’ambiente. Ma allora non c’erano voci forti che si levavano a denunciare gli scempi, mentre oggi la mentalità è cambiata, si nota una certa passione per la conservazione, il restauro, il recupero spinto in profondità.

In Val Pusteria e nei suoi dintorni, che conosco da sempre, sembra invece che la difesa ambientale, in questi anni di frenetica attività edificatoria, quasi non esista. Certo lo scontro tra conservazione e innovazione è sempre esistito ma, nelle forme attuali, non si può non notare soprattutto la carente sensibilità paesaggistica.

Così si rimane fortemente disorientati di fronte alla leggerezza con cui si demoliscono edifici entro o ai margini di centri storici o semplicemente antichi, a certe soluzioni architettoniche, all’abbattimento di alberi di alto fusto lungo le strade o nei centri abitati con il pretesto della loro pericolosità, a sovrabbondanti collegamenti di nuove circonvallazioni con il centro abitato tanto superflui quanto devastanti proprio nel cuore di piccoli paesi.

Quello che si nota con profonda amarezza è che lo scrivere ai giornali, il pubblicare articoli appassionati su riviste specializzate e non (e FORUM ne è un eccellente e lodevolissimo esempio), denunciare per mettere in guardia enti ed istituzioni preposti nonché la sensibilità dei cittadini più distratti, sembra sia soltanto un inutile esercizio letterario tanto che si sarebbe tentati, pensando alle parole di F. Schiller: „Mit der Dummheit kämpfen Götter selbst vergebens", di gettare la spugna. Ma non sarebbe giusto né verso coloro che si battono appassionatamente né con la propria coscienza. E allora avanti con rinnovato impegno cercando di costruire, mattone dopo mattone, una maggiore sensibilità verso un patrimonio naturale e culturale che appartiene a tutti e che va difeso ad oltranza.

Con cordialità

Carlo Turchetto
Vittorio Veneto/Bruneck


BAUBRANCHE

Veränderung des St. Georgener Dorfbildes

Bis heute ist St. Georgen mit seinen zahlreichen geschichtsträchtigen und heimatkundlich interessanten Bauten wohl eines der schönsten Dörfer des Pustertals geblieben. Besonders im Dorfkern und im Ortsteil Gißbach gibt es viele alte Bauernhöfe und Ansitze. Im St.Georgener Dorfbuch kann man vieles darüber nachlesen und staunt, dass einige Hofstellen trotz Naturkatastrophen, Feuer und Krieg schon seit über 400 Jahren erhalten geblieben sind. Leider scheint dies vielen Bürgervertretern kaum bewusst zu sein, wenn man die Bauvorhaben der letzten Jahre verfolgt. Nicht wenige solcher geschichtsträchtigen oder einfach zum Ortsbild gehörende Gebäude wurden abgerissen und durch neue moderne Bauten ersetzt . Aus alten Hofstellen wurden moderne Wohnanlagen die oft ganz und gar nicht ins Ortsbild passen. Neubauten sind oft sicher notwendig, doch Einschränkungen und Vorschriften scheint es nicht für alle im gleichen Maß zu geben. Wie ist es möglich, dass aus einer kleinen Hofstelle eine Wohnanlage mit 22 Wohnungen entsteht? Und selbst Denkmal geschützte Bauten sollen im so genannten Öffentlichen Interesse in den nächsten Jahren abgerissen werden!

Aus dem idyllischem Dorfkern soll schließlich ein zeitgemäßes Ortszentrum werden! Selbstverständlich mit Parkplätzen, Gehsteigen, Zebrastreifen, .......? Wem macht man dabei eigentlich Platz, den Menschen vom Dorf oder dem Verkehr im Dorf?

Im diesem Winter ist im Ortsteil Gißbach die stolze Pappelallee gefällt worden, ob auch die alte Trockenmauer bzw. Steinmauer entlang der Straße weichen muss, wer weiß? Jedenfalls jedes Dorf braucht seine Gehsteige! In anderen Orten wird zwar viel Geld und Zeit investiert, wieder solche Mauern entstehen zu lassen, um damit das Ortsbild zu verschönern, aber leider scheint man bestimmte Dinge erst dann zu schätzen, wenn sie bereits zerstört und verschwunden sind.

Klaus Graber
St.Georgen


BAUBRANCHE

Verlegungsarbeiten Fernheizwerk – zwei verschiedene Seiten einer und derselben Medaille

Vereinzelt Arbeiter auf der Michael Pacherstraße – kaum bis langsamer Fortschritt.

Dafür konzentrierter Schwerverkehr durch die Romstrasse, mit höchst gefährlicher Engstelle für Fußgänger und Radfahrer, noch bis tief in den Sommer.

 

Arbeiterauflauf und entsprechender Baufortschritt in der Stadtgasse. Andere Prioritäten? Bzw. zu schnell?

 

Weggeräumter historischer Kanal.

Carlo Sansone, Paola Messner


BAUBRANCHE

Villa Walcher wird demoliert!

Vi invio foto e pianta di Villa Walcher,

fatta demolire dalla Commissione edilizia di Brunico, in due minuti!!!!!!!!!

ciao,

Dott.arch. Paolo De Martin


BAUBRANCHE

Zwei Frauen auf Streifzug

Viel zu selten lassen Bürger und Bürgerinnen ihrer Meinung freien Lauf. Viel zu oft wird schweigend alles angenommen. Zu Ostern gab‘s jedoch ein Überraschungsei am „Kirchplatz" von Oberrasen.

„lauter faule Eier" bescherte nicht etwa der Osterhase, sondern die Gemeindespitze Rasen/Antholz der Bevölkerung und ihren Nachkommen. Geprägt wird das Gemeindebild in Zukunft von Festungsmauern und Betonkulturen. „Dorfpilt-verschehnerung" trifft den Umstand gut.

Als sehr gelungen empfinden viele Touristen den von den Einheimischen weitestgehend angenommenen Kreisverkehr am Taleingang. Während der Rundfahrt kann man sich einstimmen auf ´Land und Leute´ des idyllischen Tales. (Um etwaige Missverständnisse zu Beginn zu klären: dort droben an der rechten Talseite am Waldrand wird nicht ein Kondominium oder Hotel gebaut; nein, das ist der Friedhof von Niederrasen).

Weiter in Richtung Zentrum von Niederrasen wird ein Stück Geschichte wieder belebt. Das neue Gemein(d)egebäude von Rasen/Antholz schafft dies nicht gerade dezent: Einer Festung gleich, unantastbar, umgeben von hohen Mauern, wacht der Koloss. Er präsentiert sich durch seine Formgebung offensiv und scheint uns angesichts des spitzen Eingangsbereiches geradezu ohrzufeigen. Es kommt auf die Sichtweise darauf an, dann ist Niederrasen für den Verkehrsteilnehmer bedeutend sicherer geworden. Durch den Einbau einer leichten Schikane werden Mobile aufgefordert, sich zu zügeln oder ihre Fahrkünste unter Beweis zu stellen (will man einen Auffahrunfall auf die Festungsmauer vermeiden). Das Gebäude, das die Gemeindevertretung samt Tourismusverein nicht nur beherbergt, sondern auch repräsentiert, karikiert diese auf köstliche Weise.

In Oberrasen findet die erstaunlich einfallsreiche, sehr kreative Baugeschichte des Antholzertales ihre Fortsetzung: Unter „Kirchplatzgestaltung mit Sanitäranlagen und Versammlungsraum" tarnt sich das Vorhaben, temporären Festbuden endlich bleibende und unübersehbare Gestalt zu verleihen (nicht zuletzt der steuerlichen Begünstigungen wegen). Kultur muss schließlich gepflegt werden – auch wenn sich die volle Nutzung auf zwei Mal pro Jahr beschränkt (andernorts kommen Sommerkonzerte schließlich auch ohne fixe Strukturen aus).

Ein Dorfplatz, der sich endlich sehen lassen kann, und eine liebevoll gestaltete Parkanlage mit elegantem Pavillon wird wohl ein Traum bleiben. Barrikadierung, Trennung, Abgrenzung sind die Gestaltungsprinzipien (zwar nicht zeitgemäß, doch ideologisch wirkungsvoll). Ist das Veranstaltungszentrum samt Sanitäranlagen und Versammlungsräumen, das sich „Kulturhaus" nennt, wirklich überlastet? Ruinen werden hierzulande gerne belebt, sind sie doch beliebtes Ausflugsziel und erzählen Geschichte. Doch dass Ruinen nun auch gebaut werden, ist irrwitzig. Anzumerken sei noch, dass Jugendliche sich seit Jahren regelmäßig im Stuhllager des Pavillons im Keller treffen – aus eigener Initiative, Kreativität und Finanzkraft sehr gut organisiert. Für diese wirtschaftlich weniger interessante Bevölkerungsgruppe reicht natürlich eine Abstellkammer.

Bevor wir uns dem Höhepunkt der ökologisch und ökonomisch nachhaltigen Politik der Gemeinde Rasen/Antholz zuwenden, noch ein Abstecher zu Flächenwidmungsplänen: Zerrissenheit und Planlosigkeit äußert sich zum Beispiel auch in den als Tourismuszone ausgewiesenen Flächen taleinwärts am Dorfende Oberrasens. Szenario: Steht dort erst mal ein tolles Hotel aus der Reihe Lederhosenarchitektur, werden die ohnehin schon ausgesiedelten Höfe sich freuen, sich auf den freien Wiesen weitab vom Dorf zu verteilen. Vielleicht kann der eine oder andere noch dringend benötigte „Fremdenbetten" unterbringen, und die (Agrar-) Tourismus-Legebatterie ist perfekt.

Stimmt! Das Tal muss anfangen, sich zu rüsten, sich vorzubereiten auf die Flut an Sportlern, die im Sommer das Trainings- und Leistungszentrum am Antholzer See (vor allem nachts bei Flutlicht) nützen werden. Die Biathlon-Bewegung in Antholz hat das Tal touristisch erschlossen und wirtschaftlich weit gebracht. Zugrunde liegt diesem Wirtschaftszweig jedoch die Landschaft, in ihrer vollen Gestalt, im Winter wie im Sommer – sie ist unser aller Kapital. Wird in diese kapitalbringende Landschaft weiter unüberlegt und tölpelhaft eingegriffen, dann könnte man beinahe von Kastration sprechen. Übrig bleiben wird ein Krüppel, ein Junkie, der seiner Dealer überdrüssig geworden ist.

Christine und Sabine Renzler, Rasen

Rasen-Antholz

Sehr geehrter Herr Harpf,

 

Frau Johanna Meßner hat mich gebeten, Ihnen den von meiner Schwester verfassten Artikel zu den Bauvorhaben der Gemeinde Rasen/Antholz zu schicken. In der Anlage sende ich Ihnen auch noch einige Fotos.

Es würde uns freuen, wenn Sie den Text gebrauchen könnten.

 

Liebe Grüße

Sabine Renzler
Oberrasen
Tel: 0474-496 179


GEMEINDEPOLITIK

Tatort Nordring 01

Seit Jahren besteht am Nordring von Bruneck ein Industrie-Betrieb, welcher sich mit Bagger- und Aushubarbeiten beschäftigt. Vor Jahren wurde einem Grundbesitzer das an den Bagger-Betrieb angrenzende Grundstück enteignet, um dem bereits bestehenden „Industrie-Betrieb" die Erweiterungs-Möglichkeit zu sichern. Die Zweckbestimmung dieser Zuweisung lag aber natürlich in unmittelbarem Zusammenhang mit der Tätigkeit des Bagger-Unternehmens.

Was passierte dann...!? Der schmucke „Industrie-Bau", welcher von der Baukommission genehmigt wurde und für welchen sicherlich auch die Benutzungs-Genehmigung erteilt wurde, ist total „zweckentfremdet" worden..

Im Gebäude wird ein Handel von Fahrzeugen betrieben, eine Bar eröffnet, ein Papier-Großhandel hat dort außerdem Platz gefunden. Und zu guter Letzt hat sich dort auch noch ein namhafter Verband (HGV!) eingenistet! So locker geht das im Heiligen Land Tirol!

So was – und alles schweigt! Vielleicht weil einer der Gesellschafter im Brunecker Gemeinderat sitzt? Anders ist das wohl nicht zu erklären.

Laufen hier zu Lande wirklich alle Uhren anders? Vielleicht gelingt es, etwas Licht in diese wohl nicht ganz saubere Zuweisung eines Grundstückes im Gewerbegebiet und in die Nutzung des errichteten Bauwerkes zu bringen.

Die Leute in der Gemeinde schweigen sich dazu aus!

Lois Wehrstein (*)
Pustertaler Zeitung, 09.05. 2003
(*) Name von der Redaktion geändert!


GESCHICHTE

Lebendiger Faschismus in Bruneck 02

Das Alpinidenkmal und eine Brücke in Stegen Mirko Costa

Nach intensiven Diskussionen innerhalb des FORUM- Teams entschlossen wir uns trotz massiver Bedenken für die Veröffentlichung des folgenden (überarbeiteten) Beitrages: der Grundsatz der unzensierten Information soll weiterhin Priorität haben.

Seit Jahren steht im Herzen unserer Stadt eine steinerne Büste, die mit finsterem Blick gen Norden schaut. Es ist ein Vertreter derer, die man noch heute in Bruneck sieht: vorwiegend italienischsprechend, grün bekleidet, sich Alpino nennend. Nicht der Alpino selbst stört in diesem Zusammenhang, sondern die Kräfte die dahinter standen und immer noch stehen.

Das in den schlimmen Jahren des Faschismus,1936 errichtete Alpinidenkmal war, ist und bleibt in seiner Form, Lage und Aussage, eine Herausforderung der Brunecker und der Südtiroler. Damit verbunden ist das große Leid in jenen Jahren, die Unterdrückung und Misshandlungen, sowie der von Kanonikus Michael Gamper oft zitierte Todesmarsch der Südtiroler. Das Denkmal ist aber auch das Symbol der Unterdrückung unserer Heimat nach den Jahren der Diktatur. Denn mit den Bombenjahren kamen wieder abertausende Alpini und Carabinieri in unser Land und verwandelten Südtirol in ein Heerlager. In diesen Jahren wurden auch unschuldige Bürger verhaftet, gefoltert und ermordet. So gibt es Berichte, wonach die Soldaten zwei Jugendliche Olanger erschossen haben, die auf dem Weg nach Hause waren, in der Meinung dass diese beide Freiheitskämpfer gewesen wären. Im Vinschgau wurde ein Jugendlicher erschossen, der auf dem Weg zu seiner Freundin war. Weiters gibt es Berichte, dass die vom Süden Italiens herbeigezogenen Soldaten in den Bergen wild um sich ins Leere geschossen haben, da sie im natürlichem Knacken des Eises und des Schnees Freiheitskämpfer vermuteten.

Die Inschrift „Alla Gloria imperitura degli Alpini" ist schwer nachzuvollziehen. Denn diese Inschrift stammt aus der Faschistenzeit, erinnert uns allerdings heute eher an die Kriegsverbrechen der Italiener während des Abessinienkrieges. Ein Stein aus Abessinien wurde u.a. damals in den Sockel der Statue eingefügt. Sie erinnert uns heute jedoch auch an die finstersten Zeiten in Südtirol: Da damals Heer und Carabinieri noch enger zusammenarbeiteten als heute und im Grunde eine Einheit bildeten steht das Denkmal auch für die Verbrechen der Polizeieinheiten in Südtirol - mit Schlägen, Rizinusöl und Verbannung. Eines der schrecklichsten Verbrechen, die sich in Südtirol ereignet haben, war der qualvolle Tod eines zwölfjährigen Kalterer Mädchens: Da ihre Eltern sich für die Auswanderung entschlossen hatten, brachte es das Schwarzhemd ihres Bruders zu den Carabinieri, mit den Worten, dass er es nicht mehr braucht. Darauf zogen die Carabinieri das Mädchen nackt aus, übergossen es mit Teer und verjagten es. Der Teer konnte nicht mehr von der Haut entfernt werden, die Haut konnte nicht mehr transpirieren und das Mädchen starb an den Folgen. Auch nach dem Faschismus blieben Heer, Polizei und Carabinieri bei ähnlichen Methoden: so starben Franz Höfler und Anton Gostner aufgrund der Foltermethoden während der Verhöre der Carabinieri. Sepp Kerschbaumer starb aufgrund der Haftbedingungen, und die meisten Überlebenden der Foltermethoden leiden heute noch psychisch und physisch am erlittenen Trauma. Auch das Schicksal der Pfunderer Buabm darf nicht vergessen werden: Sie wurden in den Fünfziger Jahren verhaftet und als Mörder verurteilt, weil man ihnen einen Mord an einen Carabiniere zugeschoben hat. Man denke auch an die vielen eingesperrten Leute, welche die damals verbotene Tiroler Fahne hissten, oder die Jalousien rot-weiß angestrichen haben oder an jene Leute, die in der Faschistenzeit eingesperrt oder verbannt wurden, nur weil sie ein deutsches Lied, zum Beispiel „im Märzen der Bauer",  sangen. An die vielen Opfer des Codice Rocco sollte auch kurz erinnert werden. Das Vorgehen von Heer und Carabinieri, aber auch der Podestá und anderer Faschisten wurden nie wirklich gesühnt. Die Inschrift hat auch einen lächerlichen Aspekt! Hätten die Italiener wirklich einen Krieg gewonnen, so wäre es mindestens zum Teil gerechtfertigt. Aber jedenfalls an der Dolomitenfront gab es weder Sieger noch Verlierer. Wo ist dann die Gloria? Außerdem gibt es in Italien ein sonderbares Umgehen mit solchen Symbolen der Mussolinidiktatur: Nirgendwo in Europa stehen heutzutage noch Denkmäler, die die Wehrmacht oder die NSDAP aufgestellt haben. Nur in Italien findet man überall noch die faschistischen Liktorenbündel und andere Symbole– besonders in Südtirol, als ob der PNF (Partito Nazionale Fascista) noch heute an der Macht wäre. So sieht man an der Steinbrücke in Stegen noch solche eingemeißelten Liktorenbündel, in Bozen an verschiedenen Gebäuden Friese und Aufschriften, die Mussolini und seinem Gefolge huldigen In Waidbruck stand, bis zu seiner Sprengung, das Reiterstandbild Mussolinis, und am Dorfeingang von Sand in Taufers wurde auf einem gelben Haus eine Zeichnung, die Mussolini verherrlicht, nie übermalt. Auch die vielen Gebeinhäuser, die überall in Südtirol verstreut sind, erinnern nur an die Gefallenen auf italienischer Seite und wurden ebenfalls zur Zeit des Faschismus errichtet. Unsere Gefallenen sind nicht berücksichtigt. So berücksichtigt auch das Alpinidenkmal nicht unsere Toten. Auch künstlerisch ist der „Wastl" nicht wertvoll und er passt auch nicht ins Stadtbild. In Deutschland oder anderen Ländern mit diktatorischer Vergangenheit gibt es solche Anachronismen schon längst nicht mehr. Aus all diesen Gründen, sollten das Alpinidenkmal, aber auch die Liktorenbündel in Stegen, entfernt werden. Ich persönlich bin dafür, das Denkmal zu entfernen, bzw. für eine Verlegung in eine Kaserne für allfällige Kranzniederlegungen. An dessen Stelle könnte man ein neues Denkmal errichten, das an alle Opfer der Kriege erinnert und uns vor den Fehlern der Vergangenheit warnt. Anstelle der Liktorenbündel in Stegen sollte eine Inschrift angebracht werden, die an die Zeit des Faschismus erinnert. Wahrscheinlich hätten sogar die meisten Italiener, die uns Südtiroler wirklich respektieren, nichts gegen diese Maßnahmen.

Ich schließe mit einem Zitat des Kanonikus Michael Gamper: „Ein Volk, das um nichts anderes kämpft als um sein verbrieftes Recht, wird den Herrgott zum Bundesgenossen haben."

Mirko Costa
Bruneck.


GESELLSCHAFT

Südtirol: Land der Denker

Gewisse skurrile Entscheidungen und Ideen unserer Politiker zeigen, dass vorher nicht genügend nachgedacht wird, bzw. dass man nicht mehr "das Ohr am Puls des Volkes" hat. Z.B. Streichung der Kfz-Steuer für Oldtimer,

Ticketeinführung, mit Gutachten für 75.000 E; Ankauf kälteempfindlicher spanischer Erdbeerbäume für den Landhausplatz = 25.000 E, Törggelepartie der Landesangestellten für 170.000 E, angeblich einer gut

funktionierenden Landesverwaltung förderlich (ha, ha!), geplanter Museumsbau mit Landesgeldern für eine weitere Unterberger-Kunstsammlung ("um ihr ein Haus zu geben"). Beispiele für planerischen

Unsinn: Kreisverkehr Marlinger Brücke 3,5 Mio., Brixner Busbahnhof (Hässlichkeit ist Trumpf) ...Mio., 25-Mio.- Tunnel KH Bozen, Museion-Brücke 2 Mio., Museum für Moderne Kunst (nach Rovereto noch nötig?),

28 Mio., usw., usw., usw. Aber "null problemo": wir haben bald einen "Weisen-Rat" für die Landesregierung, die sind dann die "Mit-Denker", dann haben wir noch die "Vor-Denker" (Achtung, Tretmine!), damit unseren Oberen das Denk-Material nicht flöten geht, und seit neuestem haben wir auch die "An-Denker", die sich speziell zum Thema "Großzügiger Ausbau der Pustertaler Straße" der Gaben des Heiligen Geistes (Erleuchtung) sicher wähnen. Bleiben noch die "Nach-Denker", aber die sind leider in der Minderheit (siehe oben), obwohl es sie am meisten brauchte!

Brigitte Comploj
Bruneck
Dolomiten, 11.02.03


GESUNDHEIT

5 Jahre kinderpsychiatrisches Netzwerk in Bruneck und Brixen

1997 war ein Glücksjahr für die damals in Südtirol noch fast unbekannte Kinderpsychiatrie: praktisch gleichzeitig nahmen die kinder- und jugendpsychiatrische Ambulanz am Zentrum psychischer Gesundheit Bruneck und das Therapie-Center im Südtiroler Kinderdorf in Brixen ihre Tätigkeit auf. Beiden Initiativen ist gemeinsam, dass sie über inzwischen fast 6 Jahre eine große Versorgungslücke im Land schließen helfen, dass sie Zulauf aus ganz Südtirol erhalten und einen gemeinsamen ärztlichen Leiter besitzen. Der Kinder- und Jugendpsychiater und Psychotherapeut Dr. Markus Huber hat in einer großen Kraftanstrengung gleichzeitig in Bruneck eine Anlaufstelle für hilfesuchende Familien mit verhaltensauffälligen Kindern innerhalb der Psychiatrie eingerichtet und, zusammen mit dem leitenden Psychologen Dr. Luis Gruber ein privates, breit gefächertes kinderpsychiatrisches Angebot in Brixen im Inneren des Südtiroler Kinderdorfs ins Leben gerufen, wie es sich bislang nirgendwo in Südtirol findet.

Das Therapie-Center in Brixen arbeitet mit akzeptablen Kostenbeteiligungen der betroffenen Familien und bietet neben kinderpsychiatrischer Betreuung vor allem verschiedene Formen der Kinderpsychotherapie einzeln und in Gruppen, Wahrnehmungstraining, Psychomotorikschulung, pädagogische Betreuung und Begleitung, aber darüber hinaus auch spezielle Therapien wie Musiktherapie und Reittherapie. An der kinderpsychiatrischen Ambulanz in Bruneck hingegen erfolgt gezielte kinderpsychiatrische Behandlung, die natürlich häufig durch geeignete soziale Maßnahmen flankiert werden muss. Entsprechend werden neben Dr. Huber weitere Fachärztinnen ebenso tätig wie Krankenschwestern, Sozialassistentinnen und zum Teil auch Psychologinnen. Das Team im Brixner Kinderdorf hingegen besteht schwerpunktmäßig aus Psychologinnen, Kinderpsychotherapeuten, Pädagogen und so genannten funktionellen Therapeuten.

Selbstverständlich ist kinderpsychiatrische Arbeit in geeigneter Weise nur dann möglich, wenn viele weitere Dienste, Institutionen, Gruppierungen und Vereine im Bedarfsfall beteiligt werden. Letztlich muss das Angebot, das an die leidenden Kinder und ihre Familien gerichtet ist, genauso vielseitig sein, wie die Lebenssituationen der Betroffenen. In diesem Sinne ist im Lauf der fünf Jahre eine enge Vernetzung mit der Kinder- und Jugendpsychiatrie Innsbruck, mit den Psychologischen Diensten und Kinderrehabilitationsdiensten in ganz Südtirol, mit Kinderabteilungen, mit den Sozialdiensten der Bezirksgemeinschaften, mit der Jugendlichen-Wohngemeinschaft Villa Winter in Bruneck und letzthin auch mit der Kinderneuropsychiatrie in Bozen entstanden. Immer wieder sind auch Schulen, spezielle Tagesstätten oder Heime in ganz Südtirol Ansprechpartner der kinderpsychiatrischen Betreuung. Bei so vielen Beteiligten kann es oft schwierig sein, die notwendige Hilfe rasch und unbürokratisch zu organisieren. Verständlicherweise verlieren gerade die Eltern der betroffenen Kinder oft den Überblick über das Angebot oder kennen bestimmte Stellen, an die sie sich wenden könnten, gar nicht. In diesen Fällen ist die moderne Fallarbeit (case management) gefragt, um die Eltern in geeigneter Weise zu beraten und zu unterstützen oder ihnen überhaupt diese Koordinierungsarbeiten abzunehmen, damit sie sich besser ihren Erziehungsaufgaben widmen können.

Ein Pilotprojekt zum case management, das vom Assessorat für Gesundheitswesen finanziert wird, läuft seit knappen zwei Jahren im Sanitätsbetrieb Bruneck. Die Ergebnisse dieses Versuches werden wahrscheinlich Grundlagen dafür bieten, auch kinderpsychiatrische Tätigkeit in Zukunft gezielter durchzuführen und besser zu koordinieren.

Dr. Huber ist es in beispielhafter Aufbauarbeit auch gelungen, die Öffentlichkeit über Vorträge und Seminare vor allem für das Anliegen hyperaktiver Kinder mit massiven Schulschwierigkeiten zu gewinnen. Unter seiner Mitwirkung sind mehrere Selbsthilfegruppen und eine Selbsthilfeorganisation von Eltern hyperaktiver Kinder in Südtirol entstanden.

Die Kinderpsychiatrie ist ein hoch komplexes, sehr aufwändiges Arbeitsgebiet. Sie wird vom psychiatrischen Dienst Bruneck und vom Therapie-Center des Südtiroler Kinderdorfes im Bewusstsein betrieben, dass sie die beste Art der Vorbeugung schwerer seelischer Störungen im Erwachsenenalter darstellt. Auf diesem Hintergrund beeindruckt der von Dr. Markus Huber vorgestellte Tätigkeitsbericht: „Wir konnten in den vergangenen 5 Jahren an der kinderpsychiatrischen Ambulanz in Bruneck immerhin 277 Kindern samt ihren mit betroffenen Familien helfen, während wir im Kinderdorf sogar 510 Kindern in geeignete Betreuung und Behandlung übernahmen. Ein Teil unseres Erfolges beruht sicher auf der Vernetzung zwischen öffentlichem und privatem Angebot. Das Projekt wäre ohne die Hilfe des Obmannes des Kinderdorfes, Dr. Heinrich Psaier, und die Kooperationsbereitschaft des Generaldirektors des Sanitätsbetriebes Bruneck, Dr. Hans Willeit, nie möglich gewesen. Beiden bin ich sehr dankbar."

Leider liegt die Kinderpsychiatrie italienweit im Argen. 2001 hatten Experten anlässlich der „Ersten italienischen Tagung zur psychischen Gesundheit" gefordert, zwei Prozent aller Kosten des Gesundheitswesens Italiens der Entwicklung eines geeigneten kinderpsychiatrischen Netzwerks zuzuordnen. Bisher gibt es nur vereinzelte Angebote, die vor allem an Universitäts-Kliniken gebunden sind. Das bedeutet, dass betroffene Familien oft hunderte Kilometer zurücklegen müssen, um die geeignete Betreuung zu erhalten.

In den letzten Jahren wird auch in Südtirol spürbar, dass die Kinderpsychiatrie ein bedeutsames Thema ist, das einer Lösung harrt. Im Sinne der gemeindenahen Versorgung ist eine einzige kinderpsychiatrische Anlaufstelle in Bozen sicher zu wenig. Für ein geeignetes, landesweites Netzwerk stehen bereits jetzt auch in Bruneck, Brixen und Meran jeweils unterschiedliche, aber durchaus sehr erfolgreiche Initiativen zur Verfügung. Die Einbindung all dieser Angebote in ein Netzwerk mit unterschiedlichen Spezialisierungen an verschiedenen Orten ist ein Thema, das eine Expertengruppe im Assessorat für Gesundheitswesen dieser Tage bereits beschäftigt hat. Es steht zu hoffen, dass dies der Auftakt einer fruchtbaren und gleichberechtigten Zusammenarbeit im Land ist, und dass entsprechende Bemühungen von politischer Seite das Wahljahr überdauern.

Roger Pycha
Bruneck


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Zu den Artikeln

Die meisten Forum-Artikel werden natürlich eigens für unsere Zeitung geschrieben. Da für uns neben Information auch die breite Meinungsbildung Priorität hat, werden einige wichtige Beiträge zusätzlich in anderen Medien veröffentlicht.

Im Gegenzug übernehmen wir gelegentlich auch Beiträge, die vorher schon anderswo veröffentlicht wurden.

Wir sind der Ansicht, dass manche Meinungen lieber zweimal gelesen werden sollten als einmal irgendwo übersehen zu werden!

Viel Spaß beim Lesen!

Forum Team


LANDSCHAFTSSCHUTZ

Brunecker Kühbergl

Teiche reinigen

Die Teiche am Brunecker Kühbergl sind wahrlich keine Augenweide. Vor einem Jahr wurden die Spazierwege rund um den Waldfriedhof mit großem finanziellen Aufwand erneuert. Ob künstlich angelegte Teiche, Inoxgeländer und Trinkvorrichtungen, welche für Kinder als Duschen dienen, in einen Lärchenwald passen, darüber lässt sich streiten.

Man hat jedenfalls den Eindruck, dass für die Reinigung der Teiche, die Pflege der sie umrahmenden Blumenbeete und die Reparatur der Geländer niemand zuständig ist.

Gewisse Herren und Damen sollen sich in Zukunft vor Erneuerungen und Erweiterungen (Projekt Brücke Waldfriedhof-Schlossberg) von Naherholungszonen Gedanken über deren Notwendigkeit und Instandhaltung machen.

Kathia Gatterer
Bruneck
Leserbrief Dolomiten
15.05.03


LANDSCHAFTSSCHUTZ

Natur- und Landesverstümmelung

Vor mehreren Legislaturperioden gab es in Bruneck unter der Präsidentschaft der engagierten Frau Inge Koderle die sogenannte „Baumkommisssion". Auch Unterfertigter hatte die Ehre dabei zu sein.

In der Zwischenzeit bzw. seit mindestens 10 Jahren hat sich der Trend der Baum- und Naturbehandlung ganz wesentlich zum Negativen entwickelt. Man orientiert sich wohl an der Linie des Landes, die sich durch beispielslose Arroganz und Ignoranz gerade zur Zeit wieder entlang der Landes- und z.T. auch Gemeindestraßenböschungen austobt! Dabei findet nicht Baumpflege, sondern Baumschneitelung und Baumverstümmelung oder mit Vorliebe gleich Baumeliminierung statt!

Aber nicht nur das: anstelle dieser standortgemäßen Vegetation mit großer Lebensqualitäts- und Schutzfunktion setzt man häufig exotische junge Heister!

Nicht nur Wald- Baum- Natur- und Biologiekenner stellen fest, dass die natürlichen Ansprüche der Bäume gänzlich missachtet werden oder dass offensichtlich eine allgemeine Baumfeindlichkeit vorliegt!

Diese Verstümmelungen geschehen mit der fadenscheinigen Begründung der Sicherheit, eher aber wohl weil zuviel Geld vorhanden ist oder einfach als phantasielose Beschäftigungstherapie für die vielen Landesangestellten!

Zudem bleiben nach der Entfernung der ökologisch wertvollen Strauch- und Baumvegetation entlang der Landes- oder Gemeindestraßen sowie bei Walddurchquerungen durch Wind und Schnee gefährdete Restbestände und kahle und erosionsgefährdete Böschungen zurück, die bei Unwettern wieder neue unnötige Kosten verursachen!

Grundsätzlich gilt: Pflege der Bäume ja, aber nicht Verstümmelung, zu große

Schneitelung oder Zusammenstutzen der Kronen, wobei die natürliche Baumkronenform widernatürlich entstellt wird! Die Folgen davon sind evident und überall zu sehen: Unzählige Wunden mit Fäulniseintritten und ein abstoßender optischer Eindruck!

Es stimmt sehr traurig, diese offenkundige Insensibilität gegenüber den Wundern der Natur mit ansehen zu müssen! Statt wie alte Kulturvölker oder moderne Kulturmenschen den Baum als Symbol des Friedens zu sehen und zu behandeln geschieht das genaue Gegenteil. Im Altertum waren der Wald und die Bäume heilig, aus Ehrfurcht vor Natur und Gott. Diese Werte scheinen heute ihre Gültigkeit verloren zu haben; zumindest bei jenen, die bei uns das Sagen haben!

Im Übrigen ist es schon verwunderlich, dass es im Gegensatz zu den vielen Spezialisten in allen anderen Wirtschaftssparten für die heimische Vegetation und Ökologie offenbar keine fachlich Verantwortlichen gibt! Das wäre aber sehr wünschenswert! Auch das Argument der Unsicherheit durch Vegetation müsste ein für allemal begründet und abgeklärt werden! Dass Bäume Schuld an Unfällen hätten entbehrt jeder Grundlage. Andernfalls sollte man diese Schutzbehauptungen mit reellen Daten untermauern und die Gesetze, die solche Eingriffe vorschreiben, offen legen! Sonst muss angenommen werden, dass es sie in dieser strengen Form nicht gibt!

Gäbe es solche Gesetze nämlich und würden sie überall mit derselben „teutonischen Radikalität" angewandt, müssten wir uns Italien ohne die überall anzutreffenden wunderbaren Alleen vorstellen, die wesentlich zum Flair dieses Urlaubslandes gehören!

Dr. Karl Obwegs
PPP, Fraktionsverwaltung Bruneck
am 25.04.03


LANDSCHAFTSSCHUTZ

Radweg Bruneck-Sand in Taufers - Gülletourismus anstatt Naherholung und Ruhe!

Unzählige Radfahrer benutzen den alten Weg von Bruneck nach Sand bei entsprechendem Wetter fast täglich. Gleiches gilt für Behinderte, Eltern mit Kleinkindern, Spaziergänger, Jogger, Reiter usw. - und zwar für Einheimische wie Touristen. Das passt hervorragend zum propagierten sanften Tourismus; leider aber jeweils nur so lange, bis die nächsten „Macher" den betreffenden Talabschnitt wie selbstverständlich für sich beanspruchen! Dies erleben wir zur Zeit in Antholz, beim Pragser Golfplatz, bei Straßenbauten, Böschungen usw. und laut letzten Informationen auch am Wegabschnitt zwischen Kematen und Uttenheim.

Nichts gegen neue Biogasanlagen: der Energiegewinn und die Vermeidung des penetranten Gestankes der ausgebrachten Gülle rechtfertigen solche Anlagen. Streiten ließe sich über Standort und Dimensionen, die den Gülletourismus vorprogrammieren.

Womit man aber keinesfalls einverstanden sein kann, ist die Beschlagnahme des Rad-und Wanderweges zwecks Gülle-Transport-Zeitersparnissen im Minutenbereich: wozu wurde denn der Weg nach Kematen ausgebaut, wenn nicht als Zu- und Abfahrt für die Biogasanlage? Aber damit nicht genug: angeblich will man den Weg nach Uttenheim auch noch verbreitern, um somit den Gülletransportern eine zweite Landstraße zu bauen! Die um den dafür notwendigen Grund jammernden, aber an der Anlage mitbeteiligten Bauern machen das Recht geltend, „ihre Felder zu erreichen", was sie bisher allerdings auch schon konnten! Für Verschandelungen sind die dümmsten Ausreden jeweils gut genug! Nur weiter so, Südtirol!

Walter Harpf
SVP-Gemeinderat, B.I.Bruneck/Pustertal, PPP
und Peter Hellweger
Uttenheim


LANDSCHAFTSSCHUTZ

Wildbachverbauung Ahrauen

Erstes Gewässerbetreuungskonzept in Südtirol – Wildbachverbauung beschreitet neue Wege

Mit dem Pilotprojekt „Gewässerbetreuungskonzept Untere Ahr" beschreitet der Sonderbetrieb für Wildbachverbauung des Landes Südtirol neue Wege. In Zukunft sollen die Verbauungen entlang der Ahr nicht nur dem Schutzwasserbau, sondern auch dem Naturschutz Rechnung tragen.

Ein erster Schritt in diese Richtung ist die derzeit laufende Aufweitung der Ahr bei Mühlen in Taufers.

„Mit dem Gewässerbetreuungskonzept Untere Ahr soll einerseits die entlang der Ahr lebende Bevölkerung vor Hochwasser geschützt und andererseits die Tier- und Pflanzenwelt der Ahr erhalten werden", erklärt Rudolf Pollinger, Abteilungsdirektor des Sonderbetriebes für Wildbachverbauung.

Was den Schutz vor Hochwasser anbelangt, besteht derzeit vor allem in St. Georgen und in Uttenheim Handlungsbedarf: ab einem dreißigjährigen Hochwasserereignis könnte St. Georgen und ab einem hundertjährigen Uttenheim überschwemmt werden. „Eine Möglichkeit wäre, in den Ortsbereichen massive Dämme zu bauen, Brücken zu erhöhen und Straßen zu verlegen", sagt Sandro Gius, Direktor des Amtes für Wildbach- und Lawinenverbauung Ost. Allerdings könnten zwischen Uttenheim und Mühlen auf beiden Seiten der Ahr auch Überflutungsflächen geschaffen werden, wobei im Falle eines Hochwasserereignisses nur unbebaute Flächen überflutet würden. Experten sind sich darüber einig, dass dies die wirksamste Maßnahme gegen die Gefahr vor Hochwasser darstellt.

Parallel zum Hochwasserschutz sieht das Gewässerbetreuungskonzept vor, den gewässerökologischen Zustand der Ahr zu erhalten und wo notwendig zu verbessern. „Der Abschnitt der Ahr zwischen Bruneck und Sand in Taufers zählt zu den besterhaltenen Flusslandschaften im Alpenraum", weiß Peter Hecher, Biologe des Sonderbetriebes. Dies wird durch eine Ist-Zustandserhebung des Flussraumes belegt. Fachleute haben in den angrenzenden Ahr-Auen insgesamt 255 Vogelarten gezählt. Wasser liebende Zugvögel wie Störche oder Flussuferläufer finden in den Auen einen Rast- oder Brutplatz und in den Nebengewässern der Ahr leben seltene Fischarten wie das Bach-Neunauge. Bedeutungsvoll ist auch das Vorkommen des Dohlenkrebses, der mit Hilfe eines Wiederbesiedelungs-Projektes derzeit vermehrt angesiedelt wird.

Bemerkenswert ist laut Hecher auch, dass sich in den vergangenen 150 Jahren der Verlauf der Ahr kaum verändert hat. Stark verändert hat sich im Gegensatz dazu allerdings die Gewässerbreite: die Ahr beansprucht heute nur noch ein Drittel des ursprünglichen Platzes – charakteristische Inselstrukturen sind im Laufe der Zeit verloren gegangen.

Zusätzlich hat die Erhebung ergeben, dass sich das Flussbett der Ahr stark eintieft. „Durch eine weitere Eintiefung könnten die bestehenden Uferschutzbauten unterspült werden und damit ihre Schutzfunktion verlieren", so Pollinger von der Wildbachverbauung. Um dem Verlust von Inselstrukturen und einer weiteren Eintiefung des Flussbettes entgegen zu wirken, sind auf dem Grund des Öffentlichen Wassergutes insgesamt vier Aufweitungen geplant. Die Arbeiten zur ersten Aufweitung laufen derzeit unterhalb der Gewerbezone von Mühlen in Taufers und sind voraussichtlich bis Anfang Juni abgeschlossen.

Bildernachweis:

1.) Ahrauen_luft.jpg:

Luftaufnahme der Ahr

2.) Skizze Aufweitung Ahr bei Mühlen.jpg:

Oben: Skizze des aktuellen Querschnittes der Ahr bei Mühlen – Unten: so soll das Flussbett nach der geplanten Aufweitung aussehen.

3.) historische und aktuelle Ahr.jpg

Links: Verlauf der Ahr einst und heute im Vergleich – Rechts: verloren gegangene Inselstrukturen in der Ahr

Autonome Provinz Bozen - Südtirol
Abteilung 30 – Wasserschutzbauten Sonderbetrieb für Bodenschutz, Wildbach-, und Lawinenverbauung
Pressemitteilung, Bozen, 20.05.2003
Ansprechpartnerin:
p.a. Judith Weissensteiner
Tel. Mo. u. Di. 0471 41 45 27; Mi. bis Fr. von 9 - 11 Uhr 0473 94 31 61
Email: judith.weissensteiner@provinz.bz.it
Telefax: 0471 41 45 99
Cesare Battisti Straße 23
39100 Bozen
Abteilungsleiter: Dr. Rudolf Pollinger, Tel. 0471 41 45 50/51


LITERATUR

Briefe eines Heimatfernen 05 - Reise In Die Türkei

Wie geht es uns denn? Wie ist Euer Wohlbefinden? Wie dünkt Euch? Woher weht der Wind? Sind die Ohren steif? Sind die Giganten bekämpft? Ist der Kampf des Lebens glorreich und ehrenvoll? Ist der Weg des Lebens gesäumt von Ruhmestaten? Sitzt Du fest im Sattel? Bläst der Wind durch die Segel? Bist Du wohlauf? Stehst Du senkrecht? Ist Dein Rücken gestärkt? Hast Du Rückhalt? Dürstet Dich nach Leben? Bist Du der Obermacher? Ist die Torte gebacken? Hat Dich der Wind erfasst? Lässt Du Dich gleich dem Odysseus an den Mast binden und das Leben genießen? Woher weht der Wind? Wie geht es Dir nun mal ehrlich?

Sag schon! Sei kein Frosch! Spuk es aus! Sprich mit mir! Also doch. Ich habe es gewusst. Dir fehlt etwas. Ja, ich habe es geahnt. Ich werde es für mich behalten. Oh, das tut weh. Wir haben alle unsere Lasten zu tragen. Wir sind sowieso alle gleich, wenn nicht gleicher als gleicher. Wir sind ein einziges wir. Gut, ich leide jetzt nicht mit, aber ich könnte es, wenn ich wollte. Nein, es ist furchtbar. Danke, dass Du es mir gesagt hast. Ich bin mir Deines Vertrauens bewusst. Ich bin beschämt.

Um was es eigentlich geht, fragst Du mich und ob ich verrückt geworden bin? Nein, ich wollte mich nur ein bisschen mit Dir unterhalten, ein wenig diskutieren, denn bei der Arbeit vereinsamt man so. Aus diesem Grund ziehe ich jetzt wieder in eine WG, wahrscheinlich in eine 5er WG. So bin ich dann wieder froh, wenn ich bei der Arbeit einsam bin.

Mein Gott, ist das Leben kompliziert, wenn man die Probleme nicht unmittelbar löst. Man muss ja ständig nach Umwegen suchen. Aber sollte ich nicht in eine WG kommen, dann muss ich einen anderen Weg suchen. Ich werde nur mehr dort schlafen, wo sich nachts viele Menschen aufhalten, z. B. in Diskotheken, Autobahnen usw.

Wie geht es Dir mit dem Projekt? Du hast wahrscheinlich Stress. War letzte Woche mit Georg in der Türkei. Drunter und drüber ist es gegangen. Ich sage Dir, die waren froh uns wieder los zu werden. Fast ein Einreiseverbot haben wir bekommen. Hätte die Zeusstatue aus dem Museum von Antalya doch nicht mitnehmen sollen. Ich habe dem Zeus bewegliche Glieder eingebaut, damit er heiter und fröhlich durch die Passkontrolle laufen kann. Selbstverständlich wurde er von Georg und mir gestützt. Außerdem habe ich ihn geschminkt und dann haben wir noch den Ausweis gefälscht. Aber es sollte nicht sein. Der Zeus wurde konfisziert und wieder ins Museum gestellt. Seitdem haben wir leichte Probleme mit den Behörden. Aber ich habe ihnen überzeugend erklärt, dass Zeus die Welt sehen wollte und wir, nett wie wir sind, ihn unterstützen wollten. Haben sie schlussendlich auch eingesehen und uns einen Arschtritt versetzt. Aber ich werde nicht schweigen. Sie halten Zeus gefangen. Sicher in einem wunderschönen Museum, aber Gefängnis ist Gefängnis. Ich bin untröstlich.

Schöne Grüße

Friedl Pircher
Mittwoch, 26. Februar 2003


LITERATUR

Peter (M)eier meint und minattscht:

haben sie nicht gescheiteres zu tun als unzere wirtschaft zu ruinieren sie linker spinner!! wir werden uns schon noch hören und sehen du blödes landesverräter du !!! ein freund der berge von tirol!!

Du Verkehrsabtöter du ! was wären denn unsere berge ohne den verkehr? hä? ALMEN! und keine fremden die uns das gute geld bringen. sag das auch einmal in deinen Hetzreden. Du faigling! ein echter ferund von den Bergen von TIROL

RE: hätten deine älltern peim verkehr aff do olm a gummile binutzt, gäbbats iotz an witzvogl wioniga!

du focke du sau du L A N D E S V E R Ä T ER! DU unkristlicher verkehrssadam. du wirscht mi a no kennenlernen und donn krigst du eine auf deine nuss auf deine freche!!dein freund der berge von tirol!!

wenn du nicht aufhörst mit den hetzbriefen an alle werde ich dir die nisslan abbeißen du fortschrittsfeind, das tschurtschile lass ich dir noch eine weile....dein bergoachale das dich im namen der berge von tirol zum letztenmal warnt!!!

keine antwort nicht du faiges heimatverrätersauschein!!!! ich werde dir schon noch eine strasse bauen

Du hast wohl zu w e n i g verkehr ha! ich habe gern viel verkehr! weil er mir noch steht!!

ein freund der berge von tirol!

Keine Antwort? Du Hosenscheißer ! Es leben die Berge von TIROL!!

RE: Und de fa Kleinkirchheim und Perchtisgaadn eppa nett??

Entlich scheint eine gescheite Straße zu kommen!! Damit kann dann die Wirtschaft erblühen in unseren Bergen!! Wir haben auch das recht von den Fremden und den Deutschen einen Obulus zu bekommen und nicht nur Ihr Stattgassenkrämer!! Der Herrgot selber hat euch auch schon aus seinem Tempel (=wie die Berge von TIROL)geworfen. Und dir werden wir die Nisslan wie versprochen schon noch ausreissen und dann auch noch dein Tschurtschile!wenn du mit deinen täglichen Hetzkampanien gegen unserern Herrn Landeshauptmann den WIR gewählt haben nicht bald aufhörst.Wir hoffen auf eine aufrichtige Antwort von dir wie Man sie von einem TIROLER gewöhnt ist. Sonst kannst du dich mit dem wallischen zusammentun wie die heckkenschützen die faigen.Du hast ja nicht einmal die Schneit zu antworten oder zu einem offenen Gespräch!!!! Arbeitsgemeinschaft die Freunde der Berge von TIROL "Gemeinsam sind wir stark!"

RE: Longe nicht ma kheart! Isch do mEio Peato nimma zi schprechn ioz affoamo? Vokehrsunfoll? Hiernschlog?

Entlich hast du dich verraten!!Deine Nisslan hol n wir in der nächsten zeit!! vorsicht du J U D A S  von T I R O L!!!Ein fruend von den Bergen in T I R O L

RE: du waschkulär demente Glotze, du! schaug la in do PZ!!!! du Peato Nisslan-Eier,du pledo! Schimpf unt Schonde ibbo sellina wi die! Moggsch wo zin Dokta Psycha gion, du! Nicht Gscheidas zi tion wi Leit zi piläschtign?

Du hornoks von T I R O L! mir werden dir die Nisslan Abbeisen weil kein Hirn mehr vorhanden ist bei Dir. Tust du jetzt wild um Dich schlagen statt mit tapferen T I R O L E R Num die gute Luft kämpfen wie unser Vorbild der Ander? Die Berge von T I R O L täten es dir Danken. Aber jetzt hascht Du woll den verstand verloren uns tust nur mehr wild fantasieren und alles durcheinanderbringen.Was bist du für ein politiker der ins narrenhaus nach pertschine gesperrt gehört.Es tut uns nicht leit um dich denn du hast uns T I R O L E R N die Eisenbahn von den wallischen gebracht statt ordentliche Strassen auf die B E R G E zu allem unser Wohle.Tu dich nur gut auskurieren lassen bei den Katzelmachern und den Patschenflikern den Du bist ja schon wie einer von den ihrigen.Und noch eins:Wenn du wieder alle sieben Tschwetschken beieinander hast werde ich mit dir wieder über den Verkehr disschkutieren in der Hoffnung dich für unsere B E R G E als Mit G L I E D zu werben denn einsatzfreudige Männer brauchen wir schon aber nicht verruckte.Ich muß jetzt leider aufhören mit dem schreiben weil die Sirene heult und ich muß zu der Übung.

Es leben die B E R G E  von T I R O L!!! hast dus Angst uns zu antworten auf unser Schreiben du V E R R Ä T ER oder habens sie dich nocht nicht herausgelassen von da wo du hingehörst in pergine bei den wallischen,??? es ist besser wenn sie dich nicht noch zu früh nach hause schicken daß du wieder schimpf und schande bringst über unsere B E R G E die nach besseren zufartstraßen hoffen dami man sie besser erreichen kann sowie auch unsere lieben Gäste die dann auch uns das liebe Geld bringen könnten statt der lITTORINA DER SINKATEN WALLISCHEN11 MELDE DICH WENN DU NICHT ANGST UM DEINE nISSLAN HABEN MUSST!!!

RE: Pisch du eppa do Peato Oschto(m)eio? eppa der mit di Fochzende und di long oarn?????!!! Ha? spielst du etwa auf das heilige Osterfest an du jude du tamischer du verkehrsverpatzer du do P O K!! heilige Berge T I R O L!!!

So. Wir haben uns jetzt genug beschumpfen gegenseitig. Unsere Truppe "die B E R G E von T I R O L" hat sich gestern nächtens getroffen und wir haben unsere Versammlung abgehalten. Wir haben uns gedacht weil ihr verkehrsbremser uns die wichtige ost-west Straße versauen wolt sollten wir einen Gegenvorschlag machen damit wir dann villeicht zusammenarbeiten könnten .Wir wollen eine nord-süd Trasse zum Vorteil für alle die die B E R G E von T I R O L lieben: Eine Ausfahrt vom Nordring gerade über den Sanpock hinaus. Dieser soll in 500 Höhenmeter tiefer gerade durchschnitten werden . Auf den gipfeln rechts und links soll je ein kleines Bergwirtshaus hinauf. Das sieht dann aus wie zwei Zitzen im norden. Von dem Südring aus das gleiche über den Kronplatz das sieht dann aus wie zwei Zitzen im Süden!

Die neuen steilen Trassen (zwischen den Tzitzen sollen als Pisten verwebdet werden.) wir glauben dass dies sehr gail wäre für die Landschaft und auch für die Fremden und uns selber. Und über das Stättchen Bruneck sollte einfach eine Brücke die beide Strasentrassen verbindet gebaut werden das würde dann keinen stören! Wir als Truppe B E R G E von T I R O L  möchten dann mit Dir gegen die alemannia kämpfen weil wir dann nicht mehr brauchen.!!!!Der wallische Gast hinterlässt eh nicht soviel wie der nordische weil er nicht viel sauffen tut und nur wandern weil das nicht kostet! Wir hoffen auf eine schnelle Antwort weil wir uns dann auch einmal aug in aug Treffen sollten(geheim!)Um über die zukunft zu sprechen!!! unterschrieben: die B E R G E von T I R O L, 12 unterschriften (die ganze Truppe)

RE: Jowoll; auff geats! Hoppas olla eppas fiern vokehr aff di OLMEN, dass ett no mehra sella teppatta Pilottn wern!!?! Nebmbei: tutt enkra Truppe eppas zin Wohle fan Woldfriedhof unt fa do hintogosse? ha? Unterscheibt hotts kompfteam puschtotol,

Jetzt hast du dich verraten!! Die Maske ist gefallen!! Sind wir nicht wirdig für eine schnelle Antwort??(obwohl wir diese wollten)

Sind wir für dich nicht gut genug?? Sind wir für dich nur Tiere?? Unser angebot für die zzusammenarbeit war nur ein witz um dich zu testen!!!!! Du hast deine Gedanken verraten!! Du V E R R Ä T E R  unsrer heimischen Wirtschaft und du V O L K S F E I N D!!  Wir werden es jetzt mit dir abrechnen weil unsere gedult am E N D E!! Jeden Tag 10 Schmähschriften von dir an deine Gleichgesinten, Es ist genug!! Auf in den K A M P F. Für jede SCHrift werden wir dir einen Zahn reißen bis du ein Gebiss brauchst!! Mit solchen wie dir werden wir immer noch fertig. Ganz langsam. Z A H N um Z A H N!! für den Vortschritt in unserer H E I M A T den du auch nicht aufhalten kannst!!Vorwärts für den Fortschritt!! Vorwärts für unsere Freiheit!!Wir lassen unser B L U T für euch ihr heiligen B E R G E von T I R O L!! Osterfest, am 20.April 2003

Zwoi marsch as enk en nimma? Zi faul? ha? Nicht ma freflhoftis innfoll?? Es Kraulquakkn, es schworza!!

Du glaubst wir haben dich vergessen? Da tust du dich täuschen! Wir waren nur bei einen Kammeradschafttreffen in die B E R G E!

Wir haben uns auch über dich unterhalten. Du kommst uns nicht aus weil du hast noch keinen Aufruf wie wir in wollen weggeschickt und das wirst du uns büßen. Du hast auch wieder Schmähschriften uns Pamflete verfasst und das reicht uns jetzt!!!!!! Überleg es dir gut du farisäeer!!! Es glühen Die heiligen B E R G E  in T I R O L!!!!! 28.04.03

Beschluß vom 30.April 2003: Da er noch immer nicht einen Aufruf gemacht hat hat unsere Gedult ein Ende. Wir werden ihm in der nächsten Woche die Zähne reissen bis er uns um

ein Gebiss anbettelt! Entwder er antworten noch heute mit einer Gegendarstellung über seine

Pamflete hier und auf seiner Ladentür oder es geht los!! Das hier ist die L E T Z T E Warnung!!!!! Die heiligen B E R G E  von T I R O L werden Glühen im B L U T vom Verräterschwein der die Wirtschaft kaputt macht weil er schon selber genug hat!!!!

Es vohetzta Tottloffn, es! Gonz iebogschnoppt, ha? Wemmo enk dowischn, hau mo enk in fleischbolf, la dassassis wisst, ess frecha rottza! Wo ett ans Togisliocht gitraudn? Feiga Teiffl es, bennass enk la annonniem gitraut!(03.05.03)

Fortsetzung folgg.

Peter Mair


LITERATUR

Stadtentwicklungskonzept Bruneck 2020

Bruneck April 2011.

Hier zwei Bilder vom Brunecker Talkessel; eines aufgenommen im Jahr 2001, das andere aufgenommen im Winter 2011 nach Fertigstellung der Schnellstrasse E66 Franzensfeste bis Shekesfehervar/Ungarn.

Vergleicht man die zwei Bilder, so erkennt man deutlich die durch erhöhtes Verkehrsaufkommengestiegene Feinstaubbelastung im Pustertal.

Andrä Niederbacher

Jahr2001

Jahr 2011


POLITIK

Alpino, ecc.

Se qualcuno se lo fosse ancora accorto, le voci sempre più acute delle sirene demagogiche ci ricordano ormai giornalmente che stiamo avvicinandoci a una scadenza elettorale.

Alle fiaccolate notturne per il ripristino dei toponimi prefascisti fanno da contrappunto le esibizioni muscolari della signora o signorina di turno sull’Alpino.

Forte dell’unzione ministeriale, la Nostra, che nel nome ricorda la Democrazia Cristiana ma nei toni il nostro Presidente del consiglio-imprenditore di successo-imputato restio al giudizio in nome del popolo italiano, nel suo diuturno sforzo di posizionarsi nel panorama politico sudtirolese, scopre un improvviso e fulgido interesse della popolazione pusterese e della val d’Isarco per un manufatto che nel corso dei decenni, di bomba in bomba, ha modificato sostanzialmente le propria funzione.

Eroica inizialmente per cantare le "gesta eroiche" d’oltremare, la statua ha assunto la forma e la funzione di esaltazione del senso di abnegazione del Corpo in occasioni delle catastrofi naturali.

Ora, dalle parole della Nostra in occasione della conferenza stampa, l’Alpino sembra dover diventare paradigma dell’efficienza ministeriale e dello spregio delle nuove leve politiche verso vecchi "facili equilibri di comodo e di convenienza". E, per rendere eterno gli interventi di questi "unti del Signore", "una lapide testimonierà le vicende avvenute".

Noi vorremmo che questa lapide, ricordasse prima di tutto che questo manufatto è stato eretto nel 1938 in ricordo di un’avventura coloniale in terra d’Africa che è costata centinaia e centinaia di migliaia di morti da entrambe le parti, danni incalcolabili alla cultura e alla civiltà africana, la vergogna non ancora elaborata dalla cultura storica italiana dell’uso di centinaia di quintali di iprite e di migliaia di proiettili armati di arsine. Gas e prodotti chimici che l’Italia di Mussolini si era impegnata internazionalmente a non utilizzare e che Badoglio e Graziani usarono invece nella campagna d’Etiopia per non incorrere di nuovo nelle disfatte cocenti di Adua, Dogali, Kars bu Hadi. Oggi le chiameremo armi di distruzioni di massa.

La popolazione ha il diritto di sapere che è questo che l’Alpino rappresentava; la presunzione mussoliniana di saper "spezzare le reni" con tutti i mezzi, anche quelli illeciti, a chi si opponeva al "sorgere glorioso del sol dell’avvenir".

Se qualcuno desidera far assumere a questo manufatto il significato di simbolo, deve saperlo per non pascersi ancora nell’idea dell’italiano "brava gente" che tutto sommato in Africa molti danni non ne ha fatti.

Negli anni scorsi si è stati più volte vicini a delle scelte che avrebbero fatto diventare l’Alpino un simbolo di pace e dello spirito di sacrificio delle truppe alpine.

Queste soluzioni sono sembrate a qualcuno probabilmente troppo poco "eroiche" e la presunzione di chi, allora, amministrava la città ha impedito di cogliere i varchi di una trattativa politica che avrebbe potuto risolvere in modo definitivo e consensuale la diatriba.

Tergiversare, ignorare faceva comodo a molti, da entrambe le parti. Così, come un fiume carsico, la vicenda dell’Alpino è diventata l’eterno riproporsi di uno scontro scontato e fondamentalmente indifferente alla gente fra chi lo vorrebbe eliminare e chi, magari senza esserne pienamente cosciente, gli assegna la valenza della certificazione della propria identità.

Siamo in campagna elettorale e i discorsi assumono toni pungenti e ultimativi: sarebbe opportuno che chi ama ciò che faticosamente abbiamo costruito negli anni faccia sentire la propria presenza e la propria voce per sostituire la pacatezza della ragione e l’emozione della valorizzazione della diversità ai rulli di tamburi e alle serenate titillanti.

Franco Nones
Capogruppo verde nel Consiglio comunale di Brunico


POLITIK

FI-Biancofiore / Alpino, alias „Kapuziner Waschtl"

Frau Biancofiore, die schwarz/weise Blume mit der Sensibilität einer Straßenwalze – Tricolore Zwang in allen Haushalten!, Alpino in voller Größe an dominierender Stelle! - ist sich der Tragweite Ihrer Aktivitäten hoffentlich nicht bewusst; wenn doch ist die Sache äußerst alarmierend!

Soll hier erneut mit Polarisierung und in Ermangelung vermittelbarer Themen Politik gemacht werden?

Nichts gegen die Alpini, sie sind Soldaten wie alle anderen auf der Welt, deren persönliche Meinung zu den jeweiligen Unternehmungen von keinstem Interesse ist; warum aber sollte es für diese erzwungenen Lemming-Wanderungen, genannt Kriegs, bzw. Eroberungszüge gerade bei uns und angesichts der turbulenten Vergangenheit im eigenen Land, ein Denkmal brauchen!?

Zudem hätte uns der sich weltweit abzeichnende Rückfall in militaristische und neokolonialistische Denkmodelle (z.B. Irak) in unserer speziellen Situation gerade noch gefehlt!

Es ist anzunehmen, dass die Mehrheit unserer italienischen Mitbürger, mit denen wir problemlos zusammenleben, einer Neubelebung alter Ressentiments, wie sie eine Wiedererrichtung des "Waschtl-Alpino" an dieser Stelle mit Sicherheit nach sich zöge, ebenfalls ablehnend gegenüberstehen!

Auch wenn unser kleines Land in der Verehrung derart anachronistischer Relikte europaweit alleine an der Spitze steht, reicht uns ein Siegesplatz! Die vielen Friedensfahnen sollten endlich ernst genommen werden; oder doch nicht?

PS: Es kamen in diesen wenigen Tagen schon wunderbare Vorschläge was man anstelle des Kriegsdenkmals zur Freude aller Bürger am neu zu gestaltenden Kapuzinerplatz machen könnte!

Sollte man glauben, auf einer Neuerrichtung des Denkmals bestehen zu müssen, böten sich die vielen Kasernen dafür an!

Walter Harpf
SVP- Gemeinderat Bruneck
06.05.03


POLITIK

Pressemitteilung zum Alpini-Denkmal in Bruneck

Ich lehne die Wiedererrichtung des Alpinidenkmals in Bruneck in seiner ursprünglichen Form entschieden ab. Es handelt sich um ein Denkmal, das von einem faschistischen Regime der Stadt Bruneck aufgezwungen wurde und auf Grund seiner Entstehung den italienischen Angriffskrieg gegen ein wehrloses Volk in Afrika verherrlichen soll.

Ich erinnere daran, dass sich 2.430 Brunecker Bürger sowie Bürger aus der Umgebung in einer dem Bürgermeister am 12. Februar 1994 übergebenen Petition gegen die Wiedererrichtung des Denkmals ausgesprochen haben, weil es den Imperialismus und Militarismus verherrlicht und zu einem Symbol der gewaltsamen Besetzung des Landes geworden ist.

In der Pressemitteilung anlässlich der Überreichung der Petition an den Bürgermeister heißt es weiter wörtlich: „Auf keinen Fall können es aber die Bürger hinnehmen, daß man dieses Denkmal der Provokation neu errichtet und damit den Bürgern, die ihre Meinung demokratisch zum Ausdruck gebracht haben, ins Gesicht schlägt. Denkmäler sollen Dankbarkeit und Wertschätzung, sollen Konsens und gemeinsames geschichtliches Erbe der Bürgerschaft zum Ausdruck bringen. Keinesfalls dürfen aber Denkmäler Steine des Anstoßes sein."

Mit Bitterkeit muss jedoch vermerkt werden, dass die Petition nicht einmal an die zuständigen Ministerien weitergeleitet wurde, wie der Bürgermeister in der Gemeinderatssitzung vom 23. April 2003 auf eine entsprechende Anfrage des Unterfertigten zugeben musste. Der Unterfertigte kann für diese Untätigkeit der Gemeindeverwaltung keinerlei Verständnis aufbringen und fordert daher den Bürgermeister auf, die zuständigen Ministerien über die Haltung der Bevölkerung unverzüglich in Kenntnis zu setzen.

Eduard Stoll
Gemeinderat der UNION FÜR SÜDTIROL
Bruneck
07. Mai 2003


POLITIK

Ricostruzione monumento Alpino

In merito a quanto apparso oggi sui giornali locali, mi premuro di intervenire con alcune precisazioni che sono doverose e che mi schiera fra coloro che sono favorevoli alla ricostruzione del Monumento.

L' Alpino rappresenta per gran parte della popolazione di Brunico un patrimonio culturale e storico a cui fare riferimento, quale simbolo di una identita' che rispecchia l' italianita' di una parte dei cittadini e non certo una provocazione nei confronti del gruppo etnico tedesco, come invece sostenuto dalla scarsa sensibilita’ anche culturale del pensiero politico dei Freiheitlichen e dell’ Union.

Gravi sono pertanto le argomentazioni di coloro che nulla hanno in comune con il senso di pacifica convivenza e che a piccoli passi portano alla ghetizzazione etnica.

E' vero che oggi l' europeismo condisce ogni discorso, ma non si puo' negare ad una parte della popolazione di riconoscersi in simboli, usi, costumi o tradizioni che elevino la loro dignita'.

Molti valori che hanno caratterizzato la storia di tutti i popoli, oggi vengono accantonati in nome di fantomatici interessi di parte o di accordi di convenienza. E' interessante verificare che nulla viene obbiettato alle scritte "Tirol" che appaiono sulle montagne circostanti Brunico in occasione del Sacro Cuore, mentre lo spostamento e la non ricostruzione dell' Alpino di Brunico dovrebbe essere un fatto dovuto.

Mentre da una parte l' attaccamento a simboli e tradizioni da parte del gruppo etnico tedesco (vedi benedizioni in Chiesa di bandiere, esposizioni delle medesime in ogni occasione, sfilate di Schützen con corone di spine o armati di schioppi, ecc......) e' sottolineato con orgoglio, dall' altra gli affetti ed i ricordi del gruppo etnico italiano vengono tacciati di oltranzismo ed addirittura di estremismo.

La collaborazione fra i gruppi deve essere lo spirito che ci anima, ma si badi bene che la collaborazione di un gruppo nei confronti dell' altro non si trasformi in sudditanza.

Pertanto, per quanto riguarda il Monumento all' Alpino, ricostruito e sempre nell' ambito della Piazza Capuccini; dovra' avere dignitose dimensioni e dignitosa allocazione, esattamente come prima della demolizione dinamitarda. Dovra' essere un Monumento e non un insieme disordinato di altorilievi, dovra' rimanere quello che deve essere: un punto di riferimento ed un simbolo di pacifica convivenza nel reciproco rispetto di usi, costumi e tradizioni di tutta la popolazione.

Stancher Renato
Consigliere comunale del Polo di Brunico
08.05.2003


POLITIK

Volksbegehren zur direkten Demokratie in Südtirol

Am Freitag, 09.05.03 steht der Unterschriften-Bus am Brunecker Graben:

Bitte Ausweis mitnehmen und weitersagen !!!

 Pressemitteilung Bozen, 14. April 2003

Volksbegehren zur Direkten Demokratie in Südtirol:

"Die Unterschriftensammlung für die zweite Hälfte der Demokratie in Südtirol beginnt" 

Ab heute, Montag, den 14. April, kann in allen Gemeinden Südtirols für das Volksbegehren zur Direkten Demokratie unterschrieben werden. Alle Bürgerinnen und Bürger, die sich eine anwendungsfreundliche, bürgernahe Regelung der vom Autonomiestatut seit Februar 2001 vorgesehenen politischen Mitbestimmungsrechte auf Landesebene wünschen, sind eingeladen, den Volksbegehrensgesetzentwurf mit ihrer Unterschrift zu unterstützen.

Dieser ist in einjähriger Arbeit anhand der fortschrittlichsten Regelungen in europäischen Ländern von der Initiative für mehr Demokratie mit einer international besetzten Expertengruppe erarbeitet worden und wird jetzt schon von ca. 30 Organisationen im Land mitgetragen.

Das Volksbegehren kann von jedem in Südtirol wahlberechtigten Bürger unterstützt werden. Er kann dazu im Gemeindeamt seiner Wohnsitzgemeinde zu den üblichen Öffnungszeiten mit einem Personalausweis, vor einem zur Beglaubigung berechtigten Beamten, seine Unterschrift leisten.

Wird der Gesetzentwurf innerhalb Mitte September von mindestens 2000 Bürgerinnen und Bürgern unterstützt, dann kann er im Landtag eingereicht werden und wird als 1. Tagesordnungspunkt des im November neu zu wählenden Landtages zur Behandlung kommen. Damit er das nötige politische Gewicht für eine Annahme im Landtag erhält, streben die Promotoren eine Unterstützung in der Bevölkerung an, die weit über der erforderlichen Mindestzahl liegt.

 Kurz zur Erinnerung: Der Gesetzentwurf sieht die Einführung von Initiative & Referendum nach dem bewährten Schweizer Muster vor. Das Referendum ist das Kontrollinstrument der Bevölkerung, mit dem die Bürger entscheiden können, ob ein vom Landtag verabschiedetes Gesetz oder eine von der Landesregierung getroffene Entscheidung von Landesinteresse rechtskräftig werden soll oder nicht. Wenn eine ausreichende Zahl von Bürgerinnen und Bürgern glaubt, dass eine Norm gegen den Willen der Bevölkerung gesetzt wurde, sollen sie die Möglichkeit haben, die Wähler insgesamt dazu zu befragen. Laut unserem Vorschlag haben Bürger drei Monate Zeit, 7.500 Unterschriften zu sammeln, um eine Volksabstimmung darüber zu erwirken. Mit diesem Instrument können Entscheidungen verhindert werden, die nicht den Konsens der Mehrheit der Bevölkerung haben. Die Initiative ist hingegen das Instrument, mit dem die Bürger und Bürgerinnen selbst Recht setzen können. Wenn die politische Vertretung ihre Aufgabe nicht erfüllt, wenn es keine Einigkeit gibt, sollen sich Bürger an die Stelle des Legislativorgans setzen können: sie sollen selbst einen Entwurf für ein Gesetz oder einen Verwaltungsakt ausarbeiten und diesen Entwurf der Südtiroler Bevölkerung zur Abstimmung vorlegen können, wenn ihn der Landtag nicht übernimmt.

 Derzeit bemühen sich schon über 20 Unterstützergruppen in den Gemeinden Südtirols darum auch Unterschriftentische auf Straßen und Plätzen zu organisieren, was sich aber wegen der äußerst einschränkenden Beglaubigungspflicht schwierig gestaltet. Die Initiative für mehr Demokratie ruft dazu auf, weitere Unterstützergruppen zu bilden und zählt auf bürgernahe Bürgermeister, die Gemeindebeamte damit beauftragen können, auch außerhalb des Gemeindehauses Unterschriften zu beglaubigen.

Die Initiative ruft vor allem die Medien auf, ausführlich über das Volksbegehren zu berichten und mit Informations- und Diskussionssendungen/–beiträgen die direkte politische Mitbestimmung in Südtirol zum Thema zu machen. Wer sich eingehender über den Inhalt und die Abwicklung des Volksbegehrens informieren möchte, kann sich an den Sitz der Initiative in der Silbergasse 15, Bozen, Tel. 0471 324987 oder auch die Internetseite http://www.dirdemdi.org/ besuchen.

Stephan Lausch
für das Promotorenkomitee


POLITIK

Wahljahr 2003

Eingeläutet wurde mit dem Selbstbeweihräucherungs-Spektakel "Zurück in die Zukunft" (sprachlich ein Blödsinn). Schon im alten Rom hielten die Mächtigen durch "Brot und Spiele" die Massen ruhig und heute ist es nicht anders. Großes medial inszeniertes Tam- Tam überdeckt geschickt gravierende Mängel in der Beziehung der Politiker zum Volk. Mir scheint, die Demokratie in unserem Land ist ein gar kümmerliches Pflänzchen geworden, das lediglich in politischen Sonntagsreden etwas kostbares Nass zugeteilt bekommt. In letzter Zeit häufen sich politische Entscheidungen, deren Sinn und Notwendigkeit keinerlei Bezug mehr zur Realität haben und an den wirklichen Bedürfnissen der Bevölkerung vorbeigehen. Man stellt erschüttert und immer öfter fest: "Dass die sich so etwas nur trauen!" Mit Sturheit und Arroganz boxt man Interessen durch, die nur einigen wenigen nutzen, den "Mahnern in der Wüste" versucht man, mit subtilen Methoden den Mund zu verbieten. Selbst- Überschätzung des eigenen Könnens, ein leichtsinnig gehandhabtes Spiel mit der Macht, führt allmählich zu politischem Übermut und zur politischen Blindheit.Das ist keine gesunde demokratische Entwicklung in unserem Land, sie gibt Anlass zur Sorge.

Was die demnächst zu erwartenden Wahl-Werbe-Broschüren der SVP betrifft, verbietet allein schon das Ignorieren von Gerichtsentscheidungen, von Entscheidungen der Landschaftsschutzkommissionen, des Landesdenkmalamtes, des Amtes für Naturparke und anderer Institutionen durch unsere Politiker/die Themen: Umwelt-, Natur-, Ensemble- und Denkmalschutz in eine Wahlbroschüre der SVP aufzunehmen. Es wäre dies für die Wähler nur noch eine Lachnummer! Ebenso unnötig wäre das Wahl-Werbe-Thema "Soziales": konfuse Gesetze zu Themen wie "Alleinerziehende, Vorschussstelle, Ticket, Harmonisierungsgesetz - Behinderte müssen für ihre Arbeit in den Werkstätten zahlen; Behindertentransport und Pflegeversicherung" (aber für ein geplantes Museum für moderne Kunst für ca. 30 Millionen Euro hat man das Geld !) und das Thema "Verkehr". Da scheinen bisher unsere Hoffnungs- Bedenken- und Entscheidungsträger eher an "Verkehr(tes)" als an "Verkehr", der uns alle krank macht, zu denken. Nun ja, das mit dem "Denken" ist halt so eine Sache ! Statt verschiedene gesellschaftliche Probleme zuerst in Ruhe durchzudenken, damit dann etwas "Gescheites" beschlossen werden kann, boxt man unlogische, realitätsfremde Projekte im Eiltempo durch den Landtag (man hat ja die Mehrheit), um erst im nachhinein - auf Grund der negativen Auswirkungen derselben - wieder eine millionenteure Studie darüber in Auftrag zu geben, deren Ergebnis meist nur das Sprichwort bestätigt: "Wes Brot ich ess, des Lied ich sing" (z.B. Studie zum Ticket). Dabei würde meist der gesunde Hausverstand ausreichen !

Glaubt man wirklich immer noch, das Volk lässt sich für dumm verkaufen und blökt weiterhin geduldig das nach, was die Leithammel vorblöken ? Das Südtiroler Wählervolk eine einig Schafherde? Hoffentlich nicht mehr lange!

Es wäre Zeit für unsere Politiker, endlich von Wolke 7 abzusteigen, die Politiker-Ohren aufzusperren und "dem Volk aufs Maul zu schauen". Aber der Geruch der Macht duftet halt zu verführerisch.

Fragt sich nur, wann daraus ein Gestank wird!

Brigitte Comploj
Bruneck


POLITIK

„Zurück in die Zukunft"

In der Tat, ich war verwirrt, als ich in der letzten Zeit immer wieder vom erfolgreichen Dokumentationsfilm „Zurück in die Zukunft", zusammengestellt von den führenden Köpfen unseres Landes, hörte.

Dass die Ideen und Ideale aufgezeigt wurden, die zur Gründung dieser Partei wichtig und wertvoll waren, muss voll anerkannt werden. Aber genauso muss voll anerkannt werden, dass diese heutige Führungsmannschaft mit diesen Idealen und Visionen nichts, aber schon gar nichts mehr zu tun hat. Dass es mit diesen Führungskräften weder ein Zurück noch eine Zukunft gibt, wurde mir am 29. März, anlässlich der Demonstration in Niederdorf, in unglaublicher Klarheit bewusst.

Während die Talböden immer mehr zerstört, vergiftet und in den Würgegriff der Konzerne und Betonlobbys kommen, versucht man noch den Menschen seit Jahren vorzulügen und vorzugaukeln, dass alles auf die Schiene geht. Eindrucksvoller hätte diese Protestaktion nicht gestaltet werden können. Der Zug, der gerade durch das zerstörte und heruntergekommene Bahnhofsgelände von Niederdorf fuhr, wirkte wie ein Geisterzug, während dahinter das neue Milliardenprojekt E 66 emporsteigt. Die Frage ist nur mehr, wie lange sich diese ganzen Südtiroler Organisationen und Verbände als einfache Nutzmenschen in Bodenhaltung benutzen lassen.

Es ist längst erkannt, dass Parteien, die zu lange an der Macht sind, verkommen und sich nur mehr um sich selbst drehen. Irgendwann aber werden auch in Südtirol die Köpfe rollen zugunsten derer, die es verstanden haben, mit eiserner Konsequenz gegen diese zerstörerischen und hinterhältigen Kräfte vorzugehen. Dann wird wieder frischer Wind in diese versponnenen Winkel kommen. Ein neuer Geist wird einziehen.

Fortschritte werden immer nur durch Niederlagen und Missstände errungen und er besteht nicht darin, dass der Komfort des äußeren Lebens zunimmt, dies ist eine so niedrige, primitive und lächerliche Auffassung, dass es nicht mehr notwendig ist, sie zu widerlegen.

Rudolf Siller
Ratschings


POLITIK

Internationales Handelsabkommen GATS: eine Gefahr auch für Südtirol

Bereits seit ihrer Gründung am 1.1.1995 plant die Welthandelsorganisation WTO mit ihren 110 Mitgliedsstaaten (vorwiegend Industrieländer ) den neoliberalen Freihandel weltweit auszudehnen und zu installieren. Wir erinnern uns noch an das Vorläufer-Abkommen GATT von 1986-1993,welches jedoch nur den Handel mit Industriegütern betraf, unseren Kleinbauern jedoch bereits Probleme brachte.

Nun aber handelt es sich beim neuen GATS- um das erste, multilateral-ausgehandelte Abkommen von Handel und Dienstleistungen mit rechtlich durchsetzbaren Regeln ,ohne Rücksicht auf bestehende regionale und nationale Gesetze und Standards. Alle Dienstleistungen im Grundversorgungsbereich wie Wasser, Energie, Krankenversorgung, Pensionsversicherung, ,Post und Telephon sowie öffentliche Verkehrsmittel sind davon betroffen. Dass alle diese Verhandlungen geheim hinter verschlossenen Türen geführt werden, zeigt die Gefährlichkeit und Bedrohung für die Demokratie, weil die großen und mächtigen Handelskonzerne jeden Handlungsspielraum ausschließen wollen.

Ihnen geht es um optimale Gewinnmaximierung ,wobei es wie Hohn klingt, wenn durch diesen internationalen Wettbewerb eine bessere und größere Auswahl an Dienstleistungen geboten werden soll. Anbei einige negative Beispiele für die fehlgeschlagene Liberalisierung öffentlicher Dienste in anderen Ländern:

# Bereich Stromversorgung

In Großbritannien wurde der private Stromversorger British Energy mit einer öffentlichen Finanzspritze von 1,36 Milliarden Euro vor dem Konkurs gerettet. In Norwegen haben sich die Strompreise infolge der Liberalisierung vervierfacht. Anstatt Reserven zu bilden, haben die privaten Energieversorger den Sommerstrom 2002 auf lukrative Auslandsmärkte exportiert ,wodurch es im Winter zu Engpässen und zur Preisexplosion kam.

In Schweden waren im Winter 2001 zehntausende Haushalte tagelang ohne Strom (Wasser und Wärme), weil die Reparaturtrupps für von Stürmen geknickte Leitungen eingespart wurden. Die Preise sanken nur vorübergehend. Seit der Markt bereinigt ist und drei Konzerne 90 % der schwedischen Stromproduktion kontrollieren, geht’s bergauf. Allein im Winter 2001 stiegen die Strompreise um 40 %. Dazu droht in einigen Jahren eine massive Versorgungskrise, weil die überwiegend im Ausland tätigen Konzerne nicht mehr in Schweden investieren. Auch um die Umwelt kümmert sich der freie Markt nicht. Die einst führende Wasserkraft ist auf Platz 3 hinter Kohle und Atomstrom zurückgefallen.

# Bereich Pensionen

In Chile wurde das Pensionssystem komplett privatisiert und ist seither das teuerste der Welt: Die Verwaltungskosten verschlingen 30 Prozent der eingezahlten Beiträge. Zum Vergleich: Die Verwaltungskosten der österreichischen PV betragen 1,8%. Zwei Berufsgruppen wurden von der Privatisierung ausgenommen: Polizei und Militär.

# Bereich Gesundheit und Krankenversicherung

In den USA steigt die Zahl der nicht krankenversicherten Menschen trotz Wirtschaftswachstum konstant an. 2001 standen bereits 41,2 Millionen Personen oder 15% der Bevölkerung ohne KV da. Eine öffentliche KV gib es nicht, und ein Teil der Arbeitgeber kann sich die Versicherung der Beschäftigten u. a. aufgrund der (steigenden) privaten Behandlungskosten nicht (mehr) leisten.

# Bereich Wasserversorgung

Die britischen Wasserversorger haben nach der Privatisierung die Tarife um 50% erhöht und 20.000 Haushalten vorübergehend den sprichwörtlichen Wasserhahn abgedreht, weil sie die steigenden Rechnungen nicht bezahlen konnten. Die Wasserqualität hat sich verschlechtert, die privaten Versorger sind bereits über 100 Mal wegen Vernachlässigung der Wasserqualität rechtskräftig verurteilt worden. Die Strafen kommen ihnen aber billiger als die Instandhaltung der Infrastruktur.

In der bolivianischen Stadt Cochabamba wurden die Wasserpreise nach der Privatisierung verdoppelt. Es kam zum Generalstreik, woraufhin das Militär eingesetzt wurde, allerdings nicht gegen den US-Versorger Bechtel, sondern gegen die bolivianische Bevölkerung. Ein Siebzehnjähriger wurde erschossen.

# Bereich Gas

Auch die Gasmarkt-Liberalisierung wird in Österreich zu höheren Preisen und zu sinkender Versorgungsqualität führen, prophezeit Werner Steinecker, Ex-Vorstandsmitglied der Oberösterreichischen Ferngas. Der Grund: Aufgrund des Trends zu Ergas-Börsen mit Tages- und Stundenpreisen fließe kein Geld mehr in notwendige Infrastruktur.

# Bereich Öffentlicher Verkehr

In Großbritannien bauen die privatisierten Eisenbahnen einen Unfall nach dem anderen, weil ebenfalls nicht in die Infrastruktur investiert, sondern an die Aktionäre ausgeschüttet wird. Heute kommen in England, das für seine Pünktlichkeit berühmt ist, 80 Prozent aller Züge zu spät. Und wer zur falschen Tageszeit von Birmingham nach London fährt, muss statt 15 Pfund stolze 76 Pfund bezahlen – für dieselbe Leistung! Railtrack, die in eine Aktiengesellschaft umgewandelte Infrastrukturgesellschaft, wurde rückverstaatlicht.

# Bereich Bildung

Durch die freie Schulwahl und den hohen Anteil privater Schulen ist in Großbritannien eine soziale und ethische Polarisierung zu beobachten. In sozial schwachen Vierteln dominieren „Restschulen" mit einem hohen Anteil von MigrantInnen, Armen und schwierigen Kindern, während die Reichen und Schönen in den Villenvierteln unter sich bleiben. Durch die finanzielle Aushungerung der öffentlichen Schulen müssen sich die Schulen zunehmend nach privaten Sponsoren umsehen. So finden sich in Schulbüchern Inserate der „Qualitätszeitung" The Sun, Schulsportvereine werden vom „Vorbildkonzern" Nike ausgestattet und große Banken investieren in CD-ROMs und Computerspiele für wirtschaftliche Felder.

In den USA übernahm die Firma Edison 133 öffentliche Schulen mit dem Versprechen, diese effizienter zu managen, die Kosten zu senken und die Leistungen zu verbessern. Eingetreten ist das Gegenteil. Die Kosten stiegen an, während die Leistungen der SchülerInnen abnahmen. Eine von Edison gemanagte Volkschule in San Francisco rutschte auf den letzten Platz (75) „in town" ab. LehrerInnen und Personal wurden gekündigt, um Kosten zu sparen. Bilanzmanipulationen und angehäufte Schuldenberge ließen den Börsenkurs von Edison Schools Inc. Von 38 auf 1 Dollar abstürzen. Mitte 2002 kämpft das ehemalige „Wunderkind" der profitorientierten Bildung mit dem Konkurs.

# Bereich Post

Dank Liberalisierung wurden in Österreich 638 der 2 300 Postämter geschlossen, in fast 400 Gemeinden ersatzlos. Auch in Deutschland werden demnächst 800 Postagenturen geschlossen.

Es geht folglich darum, alle Hebel auf lokalpolitischer als auch EU-Ebene in Bewegung zu setzen, dieser Art von Verschacherung der „Welt als Ware" schnellstens einen Riegel vorzuschieben. GATS ist eine Gefahr für die Daseinsvorsorge und nicht mit nachhaltiger Entwicklung vereinbar.

Schließen wir uns deshalb der österreichischen GATS-Kampagne an und fordern den Verhandlungsstopp, Evaluierung bisher erfolgter Privatisierungen und Verbesserung statt Ausverkauf öffentlicher Dienste!

Nähere Infos bei:

STOPP GATS-Kampagne

c/o GdE

Margaretenstraße 166

A-1050 Wien

http://www.stoppgats.at/

infos@stoppgats.at

Christine Baumgartner


PRESSESCHAU

Bahnhöfe sind Sauställe

Fahrgast Österreich nimmt die Demonstration in Niederdorf, bei der von zahlreichen Rednerinnen und Rednern auch eine Verbesserung des Bahnangebotes auf der Pustertalstrecke eingefordert wurde, zum Anlass, um speziell auf die derzeitigen Missstände im Tourismusverkehr aufmerksam zu machen. In derWintersaison besteht an Wochenenden zwischen Brüssel und Innichen eine Sonderzugdirektverbindung, die zahlreiche Urlaubsgäste ins Tal bringt. Dieser Zug führt bis Wörgl auch Waggons, die Urlauber u.a. direkt nach Kitzbühel und Zell am See bringen. Fahrgast Österreich konnte Anfang März 2003 in Erfahrung bringen, dass die Urlaubsgäste, die Richtung Zell am See unterwegs sind, mit der Bahnanreise und dem Service an den Bahnhöfen sehr zufrieden sind. Demgegenüber beschweren sich Fahrgäste, die im Pustertal ihren Winterurlaub verbringen, zunehmend darüber, dass an den meisten Bahnhöfen in Südtirol kein Kundenservice geboten wird und an manchen Bahnhöfen ein derartiger "Saustall" besteht, dass manche Gäste für den nächsten Winterurlaub andere Ziele, die mit der Bahn erreicht werden können, ins Auge fassen wollen. Bei den Tourismusverantwortlichen im Pustertal müssten eigentlich die Alarmglocken schrillen. Sie müssten in Zusammenarbeit mit den Bürgermeistern der betroffenen Gemeinden und der Landesregierung dafür sorgen, dass diese unhaltbaren Zustände sofort abgestellt werden.

Die Kundgebungsteilnehmer haben am 29. März jedenfalls auch den Bahnhof Niederdorf besichtigt. Angesichts dieses "Saustalls" wurde mir schlagartig klar, wie jenes mir zu Ohren gekommene "Gerücht", gemäß dem vor der Kundgebung ein SVP-Abgeordneter durch das Tal gefahren sein soll und die Losung ausgegeben habe, die Leute mögen der Kundgebung fernbleiben, zu interpretieren ist:

Dass der Bahnhof Niederdorf in den Niederlanden als "Skandalbahnhof" ersten Ranges Schlagzeilen macht, lässt sich ohnedies nicht mehr verhindern. Aber dass die Pusterer selbst diesen "Saustall" zu Gesicht bekommen, darf wirklich nicht passieren. Denn es sind Vorwahlzeiten. Und da kann es dann schon passieren, dass die politisch Verantwortlichen angesichts dieser Zustände in ein eigenartiges Licht geraten. Die Pusterer sind dennoch recht zahlreich erschienen und werden sich in Bezug auf die Wahlen sicher noch ihre Gedanken machen.

MMag. Martin Teißl
Tiroler Landessprecher von Fahrgast Österreich und Mitarbeiter bei Fahrgast - Pro Bahn Allgäu/Tirol
Pustertaler Zeitung
http://www.pustertaler-zeitung.it/aktuelles_echo.html
08.04.2003


PRESSESCHAU

Dieselmotoren im Fadenkreuz

Ruß in der Atmosphäre beschleunigt Klimawandel stärker als vermutet

Washington (APA) - Ruß in der Atmosphäre ist nach neuen Erkenntnissen ein deutlich größeres Problem als vermutet. Wissenschafter der US-Weltraumbehörde NASA und der Columbia Universität entdeckten mit neuen Methoden deutlich mehr Rußpartikel als erwartet. Damit trage Ruß zwei Mal so viel zur Klimaerwärung bei als bisher angenommen, wie die NASA mitteilte.

Die Forscher warnten, die Rußverschmutzung müsse entscheidend verringert werde, sonst werde sich die Erde noch schneller erwärmen. Die Reduzierung von anderen Klima verändernden Partikeln wie Sulfat- Aerosolen alleine reiche nicht aus. Ruß entsteht bei Bränden, kommt aus Fabrikschloten und stammt von Dieselfahrzeugen.

http://news.tirol.com/wissenschaft/artikel_20030514_201717.html
Dieselmotoren im "Fadenkreuz"?.
2003-05-14 Tiroler Tageszeitung
http://members.aon.at/lienz.gegenverkehr/


PRESSESCHAU

Kapuziner Waschtl

Der "Wastl" wird renoviert

Biancofiore (FI): Minister Urbani gab Zusage

Bruneck/Rom (ANSA/sch) - Das Alpinidenkmal in Bruneck wird restauriert. Diese Zusicherung habe der für Denkmalschutz zuständige Minister Giuliano Urbani schriftlich gegeben, berichtete die Koordinatorin von Forza Italia, Michela Biancofiore, gestern auf einer Pressekonferenz.

Das Denkmal wurde 1938 von den Faschisten errichtet. Es sei "in Erinnerung an die Alpini aller Volksgruppen errichtet worden, die 1936 am Äthiopien-Krieg teilnahmen", sagte Biancofiore.

Dass zumindest die Südtiroler Soldaten nicht freiwillig an dem grausamen kolonialistischen Eroberungsfeldzug teilnahmen, bei dem Italiens Soldaten auch Giftgas einsetzten, erwähnte Biancofiore nicht. Die FI-Koordinatorin, die bereits mit ihrem unpassenden Vorschlag, jeder Südtiroler Haushalt solle eine Tricolore erhalten, für großen Protest gesorgt hatte, ließ auch gestern wieder mit einer Äußerung aufhorchen, die auf wenig Beifall im Land stoßen dürfte: Das Problem des Denkmals gehe der Bevölkerung des Eisack- und des Pustertals nahe, meinte Biancofiore.

In den vergangenen Jahren hatte es verschiedene Vorschläge gegeben, die Frage des Alpinidenkmals auf friedliche Weise zu lösen. Sie reichten von einer Verlegung der Büste an einen anderen Standort bis zur Errichtung eines neuen Denkmals, das die Verdienste der Alpini in Friedenszeiten würdigt.

Dass das wegen seiner Regenkapuze im Volksmund "Kapuziner-Wastl" genannte Denkmal wie auch das Bozner Siegesdenkmal ein wahres Herzensanliegen der Südtiroler ist, zeigen verschiedene Sprengaktionen. Eine solche zerstörte 1966 das Denkmal völlig. Der derzeitige Alpino stammt aus dem Jahr 1968.

Dolomiten
07.05.03

Re: Biancofiore / „Kapuziner Waschtl"

Die schwarz/weise Blume mit der Sensibilität einer Straßenwalze ist sich der Tragweite Ihrer Aktivitäten hoffentlich nicht bewusst; wenn sie nämlich weis, was sie anrichten könnte ist die Sache äußerst alarmierend! Soll hier erneut mit Polarisierung und in Ermangelung anderer Themen Politik gemacht werden?

Nichts gegen die Alpini, aber ein Rückfall in militaristische und neokolonialistische Denkmodelle hätte uns gerade noch gefehlt!

Es ist anzunehmen, dass die Mehrheit unserer italienischen Mitbürger, mit denen wir problemlos zusammenleben, einer Neubelebung alter Ressentiments, wie sie eine Wiedererrichtung des "Waschtl" an dieser Stelle mit Sicherheit nach sich zöge, ebenfalls ablehnend gegenüberstehen!

Ein Siegesplatz reicht für ein so kleines Land! 

Walter Harpf
07.05.03


PRESSESCHAU

Verkehr Lienz – Belluno

VIABILITÀ Sul fronte sempre caldo di uno sbocco viario oltreconfine registriamo oggi l intervento del Coordinamento delle associazioni ambientaliste bellunesi

«Lo sfondamento a nord non ha più senso»

L’unica alternativa è la messa in sicurezza della rete stradale esistente con la creazione di treni navetta lungo tutta la provincia

Cadore

Il tema dello sfondamento viario a nord, resta uno dei fronti caldi dove lo scontro si accende su più fronti, specie su quello ambientalista

Oggi, sull'argomento, registriamo l'intervento di Augusto De Nato e Patrizia Perucon per conto del *Coordinamento delle Associazioni ambientaliste bellunesi.

«Ma come può avere senso parlare ancora di uno "sfondamento a Nord"?Ha senso parlare ancora di nuove arterie stradali quando uno dei maggiori responsabili dell'effetto serra è il traffico automobilistico?Quando l'effetto serra causa l'innalzamento della temperatura che impedirà nei prossimi anni le precipitazioni nevose su gran parte delle nostre località sciistiche?Quando nelle nostre valli si "conservano" grazie all'inversione termica tutti gli agenti inquinanti compresi quelli immessi in atmosfera dalle automobili, responsabili di situazioni sanitarie a dir poco allarmanti?Quando è ormai evidente come un turismo aggressivo e caotico, distrugga l'ambiente che lo crea?Quando la creazione di nuove e pesanti infrastrutture determina un dissesto idrogeologico in un territorio particolarmente delicato?

Quando organizzazioni internazionali come Cipra richiama tutti gli stati dell'arco alpino, attraverso la firma di un protocollo, ad un atteggiamento più attento nei confronti di un ambiente unico al mondo, e sostiene la necessità di non realizzare nuove strutture viarie?Quando stati come l'Austria hanno deciso di ratificare, e soprattutto osservare, questo protocollo?Quando la cementificazione del territorio ha raggiunto livelli inaccettabili, e dalle conseguenze nefaste?Quando i costi reali di simili infrastrutture sono di gran lunga superiori ai benefici?A noi sembra proprio non avere senso lo "sfondamento a Nord". Per noi ha senso invece parlare di messa in sicurezza della rete viaria esistente. Ha senso intervenire su progetti di trasporto pubblico integrato, integrandolo sul serio non mettendolo in concorrenza. Ha senso parlare di progetti realistici, così detti minori, ma dal grande effetto pratico come la realizzazione di treni navetta che percorrono tutta la provincia. Ha senso parlare di moderazione del traffico che sta soffocando tutti i nostri centri, maggiori e minori. Ha senso parlare di nuovi sistemi di mobilità, la nostra provincia potrebbe divenire un esempio per tutto l'arco alpino di un sistema di trasporto che fa del treno la propria spina dorsale. Ha senso parlare di turismo, di quel turismo che sempre più chiede ambienti naturali di qualità, che si deve far giungere nelle nostre valli in periodi meno concentrati, abbandonando il concetto di divertimentificio (scusate la parola oscena) e con i dovuti modi se si vuole mantenere inalterato il valore del "capitale".Ha senso parlare di nuove forme di turismo, dal futuro certo. Ha senso ricordare che il nostro territorio è una ricchezza se lo si mantiene il più possibile integro, tutelandolo nei fatti e non a parole come troppo spesso accade».

Augusto De Nato, Patrizia Perucon
Il Gazzettino
Martedì, 22 Aprile 2003


PRESSESCHAU

Meran verbietet sich das Auto fahren

Dass meine Heimatstadt nicht mehr Tirols Landeshauptstadt ist, kann ich gerade noch verschmerzen. Aber dass Meran jetzt Tirols Luftverschmutzungshauptstadt sein soll, macht meine Mitbürger und mich schwer verschnupft.

Hatten wir nicht als (k.u.k.) Luftkurort Weltberühmtheit erlangt? Jetzt leben wir seit Wochen in einer Staubwolke, die sich (eben nicht) gewaschen hat. In einer dreckigen Suppe, wie sich der zuständige Landesluftbeobachter ausdrückt.

Feinste Staubpartikel, vorwiegend aus Dieselfahrzeugen setzen unserer Luft und unseren Lungen so zu wie noch nie, seit zwei Jahren. Die EU-Grenzwerte wurden fast während des ganzen Februar in Meran Tag und Nacht noch weit deutlicher und anhaltender überschritten als in Trient, Bozen, Brixen und Bruneck. Das kommt davon, erklären uns die Fachleute, dass unser Talkessel seit vielen Wochen zwar schön besonnt, aber nicht belüftet ist. Kein Windhauch verirrte sich zu uns.

Nun hat die schwarzgrün angehauchte Rathauskoalition den privaten Autofahrern Beine gemacht. Gestern und vorgestern von 10 bis 17 Uhr setzte sie in ganz Meran, außer auf einigen Transitstrassen, ein Fahrverbot für alle privaten Motorfahrzeuge in Kraft. "Wegen Luftverschmutzung", so die ehrliche Begründung an allen Ortseinfahrten. Das ist wohl das bisher drastischste (Verkehrs-)Zeichen gegen die Luftverschmutzung, das in Südtirol bisher gesetzt und gesehen worden ist. Dabei steht Meran bei den übrigen Luftmesswerten, auch bei denen, die ihnen in Nordtirol Sorgen bereiten, vergleichsweise gut da, auch das muss gesagt werden.

Und selbst gegen den Feinstaub-Notstand hätte man vom Gesetz her noch kein Fahrverbot verfügen müssen. Aber die Kurstadt wollte bewusst zeigen, dass sie Ernst macht mit der Verteidigung ihrer Luftqualität. Also ihres allerwichtigsten Alleinstellungsmerkmals. Als ob Auto fahren das Erste wäre und Atmen das Letzte, wonach einem zumute ist, wenn man einkaufend oder urlaubend durch die Altstadt oder über die Promenaden von Meran flaniert.

Wer Verkehrsbeschränkungen für kritikwürdiger ansieht als Gesundheitsgefährdungen, sollte vielleicht zuerst einmal seine Brille vom Feinstaub befreien.

Georg Schedereit
Tiroler Tageszeitung
2003-02-26, 19:14:37


PRESSESCHAU

Niederdorf – Kundgebung

Die Kundgebungsteilnehmer haben am 29. März auch den Bahnhof Niederdorf besichtigt. Angesichts dieses "Saustalls" wurde mir schlagartig klar, wie jenes mir zu Ohren gekommene "Gerücht", gemäß dem vor der Kundgebung ein SVP-Abgeordneter durch das Tal gefahren sein soll, und die Losung ausgegeben habe, die Leute mögen der Kundgebung fernbleiben, zu interpretieren ist: Dass der Bahnhof Niederdorf in den Niederlanden als "Skandalbahnhof" ersten Ranges Schlagzeilen macht, lässt sich ohnedies nicht mehr verhindern. Aber dass die Pusterer selbst diesen "Saustall" zu Gesicht bekommen, darf wirklich nicht passieren. Denn es sind Vorwahlzeiten. Und da kann es dann schon passieren, dass die politisch Verantwortlichen angesichts dieser Zustände in ein eigenartiges Licht geraten. Die Pusterer sind dennoch recht zahlreich erschienen und werden sich in Bezug auf die Wahlen sicher noch ihre Gedanken machen.

MMag. Martin Teißl
Tiroler Landessprecher von Fahrgast Österreich und Mitarbeiter bei Fahrgast - Pro Bahn Allgäu/Tirol, Schwaz in Tirol
Leserbrief Dolomiten (It)
http://www.dolomiten.it/dolomiten/
10.04.2003


PRESSESCHAU

Transit

Prof. Gottfried Tappeiner: Nachtfahrverbot vom Brenner bis Klausen.

Keine zwei Tage nach der beruhigenden Veröffentlichung, dass die bis zu 200 Opfer/Jahr der Luftverschmutzung allein in Südtirol „zu emotional" gesehen würden und im Grunde nicht wirklich tot, sondern vielmehr „stets zu interpretieren" seien, kommt jetzt aus demselben (weis Gott von wem?) berufenen Munde des Herrn Prof. Gottfried Tappeiner ein weiterer „revolutionärer" Gedanken (ZETT) zur Minderung des Verkehrs- und Transitproblems: Laut Morgennachrichten im Sender Bozen vom 21,04.03 solle man doch, unterstützt von den Eisacktaler SVP- Mandataren, ein Nachtfahrverbot vom Brenner bis (ausgerechnet!) Klausen einführen!

Dazu einige Feststellungen und Bitten um Aufklärung:

A: Wenn man auf der einen Seite Langzeituntersuchungen der WHO (Weltgesundheitsorganisation) inkompetenterweise in Frage stellt, leistet man keinen großartigen Beitrag zur eigenen Glaubwürdigkeit.

B: Wenn man sich dann zwei Tage später für ein Nachtfahrverbot vom Brenner bis Klausen einsetzt, dann sollte man doch erklären, warum dann der zu erzielende Schutz den Bürgerinnen und Bürgern an der Südtiroler Transitstrecke abwärts von Klausen verwehrt wird.

C: Wenn man eine Landkarte zu Hilfe ziehen würde,  müsste man doch sehen, dass diese Regelung den Umwegverkehr über die Pustertaler gratis- Schnellstraße (in Bau!) förmlich erzwingt  bzw. zum Umfahren anstiften würde! Osttirol, das Pustertal, Mühlbach, Schabs, Vahrn, Brixen und Klausen bedanken sich schon jetzt für diesen in der Sache völlig absurden Vorschlag, den man auch noch den SVP-Mandataren in die Schuhe schieben will.

D: Man könnte auch ableiten, dass ein erwünschter Nebeneffekt dieser Transitflut übers Pustertal ein Wiederbeleben des bekannten Rufes nach „ordentlichen Straßen" durch unser Tal wäre - will man das nun auf einem derart kuriosen Weg "einleiten"?

E: Überfordert es die Logik - oder die Rücksichtnahme auf das Frächtergewerbe - endlich ein Nachtfahrverbot im gesamten Anwendungsbereich der Alpenkonvention zu fordern  und umzusetzen? Von Ala bis Kufstein!

F: Ist es tatsächlich zuviel verlangt, vor allen anderen Überlegungen den elementaren Grundsatz "GESUNDHEIT VOR LASTER" zu stellen und damit den Menschen und seinen unmittelbaren Lebens- und Wirtschaftsraum "nachhaltig und dauerhaft" zu schützen? Wir meinen nicht.

Abschließende Bemerkung: Wer an einem Tag die Schadstoffbelastungen anzweifelt, am nächsten Tag auf Basis der selbst angezweifelten Schadstoffbelastungen ein untaugliches Nachtfahrverbot fordert, sollte den Grundsatz "Schuster, bleib bei den Leisten" beherzigen und diese Diskussion denjenigen überlassen, die etwas davon verstehen: Ärzten und Verkehrs- und Wirtschaftsexperten.

Walter Harpf
Bruneck
21.04.03


PRESSESCHAU

Transitkreuz in Ost- und Südtirol

Wird Ost-und Südtirol - trotz Alpenkonvention - von den eigenen ''Volks-Vertretern''(??), die lieber die eigenen Täler zerstören, als auf EU-Gelder zu verzichten, zu einem  Transitkreuz übelsten Zuschnitts  ausgebaut ?

Ost- und Südtirol werden von maßgeblichen eigenen ''Volksvertretern'' (???) unter dem Vorwand der Regionalentwicklung, der Entlastung der Ortsdurchfahrten vom bestehenden Durchzugsverkehr, der Tourismusförderung und der Beseitigung von Unfallgefahren - trotz der Verpflichtungen aus der Alpenkonvention - klammheimlich zu einem Transitkreuz übelsten Zuschnitts ausgebaut.

Von Süden droht der Alemagna-Verkehr (österreichisch-italienische Machbarkeitsstudie für eine ''Touristenstraße'' Osttirol-Oberitalien zur Alemagna-Autobahn wird am 11.6.2003 präsentiert). Es gibt eine fertige Studie der Autostrade Spa (Benetton-Konzern), die einen Weiterbau der Autobahn bis knapp an die Grenze zu Osttirol heran vorsieht (bis Lorenzago im Oberen Cadore).Die Machbarkeitstudie für diese ''Touristenstraße'' soll Grundlage für die Eintragung der Alemagna-Route als neue alpenquerende Transitroute in das höchstrangige transeuropäische Straßennetz im Juli 2003 dienen (Bericht in Il Sole 24 ore 18-03-2003).

Ebenfalls im Süden kämpft die Plattform ''Pro Südportal'', angeblich zugunsten des Tourismus im Gailtal, de facto dafür, die einzig wirksamen Transithindernisse für die Lkw auf der Plöcken-Südseite durch einen Scheiteltunnel in nur 1000 Meter Seehöhe (Brenner 1300 Meter Seehöhe) auszuschalten.

Im Norden wartet im Anschluss an die ''Touristenstraße'' Osttirol- Oberitalien und an den Plöcken-Scheiteltunnel eine zur Hälfte dreispurig ausgebaute Felbertauernstraße sehnsüchtig auf den Alemagna-Verkehr, 60 Kilometer  weiter östlich wartet auch die Tauern-Autobahn darauf, alpenquerenden Alemagna-Verkehr in Richtung Nord- und Nordosteuropa aufzunehmen.

Im Westen wird unter dem Vorwand der Staubeseitigung und der Entlastung der Ortsdurchfahrten die Pustertaler Straße in Südtirol großräumig im breiten B4-Querschnitt ausgebaut (der Auftrag für die Projektierung von der Grenze zu Osttirol bis zur Brenner-Autobahn wurde bereits erteilt, Einreichungs-Frist 30.04.2003).

Von Oberkärnten in Richtung Lienz wird auch die Drautal-Bundesstraße B 100 durchgehend neu trassiert und ausgebaut. LH Jörg Haider, der voriges Jahr zusammen mit LH Durnwalder angeblich die E66 „streichen" wollte, brüstet sich, dafür eine Sonderfinanzierung in der Höhe von 62,1 Mio Euro für 26 Kilometer beim Bund herausgeschlagen zu haben. Während vor wenigen Jahren dieser Ausbau noch mit der Notwendigkeit der Entlastung der

Ortsdurchfahrten im Oberen Drautal begründet wurde, müssen jetzt in einem Paradigmen-Wechsel plötzlich die Scheinargumente der wirtschaftliche Entwicklung, der Arbeitsplatzschaffung und der Betriebsansiedlung sowie der Beseitigung von Unfallstellen herhalten. Dies, obwohl es keinen wissenschaftlichen Beweis dafür gibt, dass Straßenausbau in peripheren Gebieten Wirtschaftsentwicklungsprozesse auslösen kann – im Gegenteil! Siehe Stephan Brückl: Der Transit („Osterlektüre"-Mail 17.04.03 oder unter: http://members.aon.at/lienz.gegenverkehr/ )!

Straßenbau ist wegen seiner hohen Kapitalintensität eine der schlechtesten Alternativen, wenn es darum geht, möglichst viele Arbeitsplätze zu schaffen.'' Ganz zufällig'' sind die beiden Ost-West-Straßen im Drau- und Pustertal Teil der Europastraße 66, einer Hauptstraße des internationalen Verkehrs.

Besonders bedenklich ist, dass dieser Ost-West-Straßenausbau im Zuge der E66 und diese neue Straßenverbindung von Osttirol nach Oberitalien zur Alemagna perverser Weise mit voller Unterstützung aus höchsten Regierungskreisen in Innsbruck, dem Sitz des Ständigen Ausschusses der Alpenkonvention, betrieben wird, obwohl diese Straßenprojekte dem Geist und Buchstaben der Alpenkonvention diametral widersprechen. Die Südtiroler Politiker beteiligen sich de facto und trotz gegenteiliger Behauptungen ebenfalls daran – siehe die jeweils 4 bis 5 km langen „Ortsumfahrungen" im Pustertal bei gleichzeitigem Bahn-Abbau!!

Es spielt für die politischen Betreiber dieses Transit-Anschlags auf Ost- und Südtirol offenbar keine Rolle, dass die derzeit schon mit atemwegsschädigendem und lungenkrebs-erregendem Feinstaub hochbelastetete Atemluft durch straßenausbaubedingtes Anheizen des Verkehrs noch weiter verpestet wird, dass mit Emissionen verbundene Betriebsansiedlungen wegen des Immissionsschutzgesetzes Luft – siehe Nordtirol!- nicht mehr möglich oder zumindest sehr erschwert werden und dass Touristen durch Verkehrslärm und -Gestank eher vertrieben als angelockt werden.

Leider haben viele Osttiroler, Pustertaler, Oberdrautaler und Belluneser noch nicht erfasst, welch übles Transit-Spiel mit ihnen getrieben werden soll.

Mit freundlichen Grüßen

Arge Stop Transit
Bereich Kärnten, Ost- und Südtirol
Pressemitteilungen
(Unterstrichenes: Einfügungen bzw. Ergänzungen von Walter Harpf – PPP)


TOURISMUS

"Tourismus - Sonst haben wir nichts!"

Extrembergsteiger und grüner EU-Abgeordneter Reinhold Messner macht sich für den Tiroler Tourismus und gegen Straßenblockaden stark. Der Tourismus sei in Tirol schließlich Lebensgrundlage, so Messner in ORF Radio Tirol.

"Die Logistik funktioniert nicht"

"Wenn wir anfangen, die Straßen zu sperren - bitte! Dann tun wir um Ostern die Straßen sperren in Kufstein und in Verona. Dann leben wir ohne Tourismus, dann werden wir schauen, was los ist. Wenn wir in Europa nicht zurecht kommen mit dem Transit, dann in erster Linie deshalb, weil der Zug nicht funktioniert. Weil bisher die Logistik nicht funktioniert. Das funktioniert national nicht, wie soll es übernational funktionieren? Wir Tiroler müssen gemeinsam bedenken: Auf lange Sicht überleben wir in erster Linie durch einen florierenden Tourismus - Denn sonst haben wir nichts!" sagte Reinhold Messner am Ostermontag in der Radiosendung "Feiertagsgrießer" auf ORF Radio Tirol.

Sonst haben "wir" nichts?

In Tirol haben wir neben oder zum Tourismus: Bäcker, Schlosser, Tischler, Friseure, Zimmerer, Metzger, Adler-Werke, Swarovski, Biochemie, Binder, Pfeifer, Metallwerk Plansee, TIWAG, Lindner-Traktoren, Handel, Geiger, Giesswein, KTW, Koch u. v. a. mehr. Auch noch die Bauern, ohne die der Tourismus - für den wir uns im Transitforum seit Jahren verwenden (wenn auch sehr kritisch) - längst zusperren könnte. Ebenso dürfte dem Reinhold Messner entgangen sein, dass bspw. gerade die Touristiker seit vielen Jahren Autobahndemonstrationen voll mittragen, weil sie genau wissen, dass die Tiroler Gäste (im Norden wie im Süden) ja 1.) nicht mit dem Lkw anreisen und 2.) nicht zum Lkw-zählen in die Berge kommen. Mehr ist zu diesem Messner-Unfug - der sich im 3-4 Monats-Rhythmus wiederholt - nicht zu sagen. Man kann sich höchstens wundern, warum einem Mann mit seiner Reputation und in seinem Alter nichts besseres einfällt, als ausgerechnet seiner eigenen Bergklientel in schönster Raffl-Manier in den Rücken zu fallen. Es macht allerdings nicht viel, denn man braucht ihn nicht zu beachten, da er politisch eine völlig unbedeutende Rolle spielt. Eigentlich schade, dass er nicht mehr aus seiner Zeit im EU-Parlament gemacht hat, als von einem Fettnapf in den nächsten zu hüpfen!

Fritz Gurgiser
auf ORFOnline
21.04.2003, 15:30 MET

Na endlich!

darauf haben wir lange gewartet! Recht hat er, der Reinhold; endlich hat einer die Schneid, Wesentliches offen auszusprechen: wir Südtiroler leben von Touristen, die mit LKW’s und vorwiegend in der Nacht anreisen! Und so soll es auch bleiben!!!

walterharpf@tin.it


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Alle Bürgermeister für „Alemagna light" durch Osttirol?

An die Osttiroler Medien

Ich bitte um Veröffentlichung des folgenden Leserbriefes:

Alle Bürgermeister für „Alemagna light" durch Osttirol?

Ist den vorgeschobenen Osttiroler- Touristikern und Bürgermeistern schon aufgefallen, dass zur Saison der Stau nicht nur bei uns sondern genauso in halb Europa, ob auf Autobahnen oder Landstraßen, ein untrügliches Zeichen von Urlaubszeiten ist? Da würden auch neue Straßen nichts ändern, im Gegenteil!

Weis man wirklich nicht, dass gerade die relative Unberührtheit unserer Täler und Dörfer das Kapital und Flair der Ferienregion ausmachen?

Gemäß der angeblichen Osttiroler Bürgermeisterlogik (von der sich inzwischen allerdings schon mehrere BM distanziert haben) und deren Wunsch nach besseren Straßen dürfte es in Sizilien, Sardinien, Elba, um nur einige relativ umständlich erreichbare Urlaubsziele zu nennen, so gut wie keinen Tourismus geben!

Schon aufgefallen, dass gerade diese Gegenden wenn nicht den meisten, so doch den besten Tourismus haben?

Ist man gar einfältig genug sich an Tagestouristen verschachern zu wollen?!

Will oder kann man nicht verstehen, dass man dabei ist, ausschließlich der Transitlobby goldene Nord-Süd-Brücken zu bauen, ironischerweise gerade zum Nachteil derer, denen man zu helfen vorgibt!

Die Transit- E66 vervollständigt das Beton- Lärm- und Gift- Szenario in Richtung Ost/West! Auch bei uns herrscht offizielle Begeisterung für „ordentliche Straßen" vor!

Nachdem Nordtirol schon überrollt wird, erleben wir jetzt offenbar die Wiedervereinigung aller Landesteile im Zeichen der Verlogenheit und Dummheit! Auf Kosten der definitiven Zerstörung unserer Täler!

Walter Harpf
SVP-Gemeinderat, Bürgerinitiativen Bruneck/Pustertal, PPP
19.04.03


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Bahnhöfe im Pustertal

Hallo Walter!

Vielleicht kannst Du in Forum 10 darauf hinweisen, dass meine unten angegebene e-mail an den Südtiroler Landeshauptmann bis heute mit keiner Zeile beantwortet wurde. Das ist auch eine Möglichkeit, sich Unannehmlichkeiten vom Hals zu halten. Der "Landesfürst" kommt dadurch in ein etwas eigenartiges Licht.

Er scheint Probleme dadurch zu lösen, indem er sie ignoriert.

Viele Grüße

Martin

--- Weitergeleitete Nachricht / Forwarded Message ---

Date: Mon, 14 Apr 2003 12:08:09 +0200 (MEST)

From: MartinTeissl@gmx.at

To: Landeshauptmann@provinz.bz.it

Subject: Pustertalbahn: Anfrage an den Landeshautpmann

Sehr geehrter Herr Landeshauptmann Dr. Durnwalder!

Als ehreamtlich tätige Organisation erlauben wir uns, Sie im Interesse aller Fahrgäste auf eklatante Missstände an den Bahnhöfen im Südtiroler Pustertal hinzuweisen und bitten Sie umgehend, uns eine PERSÖNLICHE Stellungnahme zukommen zu lassen.

Damit Sie wissen, worum es geht, finden Sie ganz unten zwei Pressemeldungen aus den Dolomiten (10. April 2003) bzw. aus der Pustertaler Zeitung (8. April 2003). Diese Zeitungsmeldungen belegen, dass bereits im fernen Ausland bekannt ist, welch ein "Saustall" an vielen Bahnhöfen im Pustertal herrscht. Wenn dagegen nichts unternommen wird, kommt wohl in absehbarer Zeit die gesamte südtiroler "Tourismusregion Pustertal" in Verruf und die Gäste werden Ihren Urlaub vermehrt in anderen Gebieten verbringen.

Ergänzend dazu kann ich noch auf zwei weitere Fakten verweisen, die zeigen, in welch jämmerlichen Zustand sich die Pustertalbahn speziell in Südtirol befindet:

- Vor einiger Zeit wurde auf Intervention eines Urlaubsgastes das WC am Bahnhof Bruneck aus hygienischen Gründen vorübergehend behördlich geschlossen.

- Nach meinen Informationen wird der Fahrkartenschalter in Innichen in absehbarer Zeit geschlossen

Im Anhang befinden sich noch zwei Fotos aus Niederdorf, die belegen, dass die "Politik" für den Straßenausbau alles tut (auf dem Foto-2 rechts im Bild) während bei der Eisenbahn sämtliche Gleisanlagen inklusive Ausweichgleis abgerissen wurden (Foto-1).

Zusatzhinweis: Am zwischenzeitlich geschlossenen Bahnhof Aicha wurden auch sämtliche Gleisanlagen demontiert. Auf einer eingleisigen Streck bedeutet dies, dass die Streckenkapazität vermindert wurde, weil die Züge im Bedarfsfall weder in Aicha noch in Niederdorf kreuzen können. Auf der Straße werden in Südtirol die Kapazitäten ausgebaut, auf der Bahn werden sie dagegen abgebaut!!!

Persönlich bin ich der Meinung, dass diese Fakten Ergebnis einer verfehlten "Politik" sind, die für die Straße alles, für die Eisenbahn aber nichts tut.

Für diese Entwicklung zeichnet letztlich auch die SVP als Mehrheitspartei verantwortlich. Mir geht es mit meinen Aussendungen nicht darum, irgendwelche Leute in ein schiefes Licht zu rücken. Nein, ich will nur erreichen, dass die SVP endlich ihre Verantwortung in Bezug auf die Einrichtung einer kundenfreundlichen Pustertalbahn wahrnimmt. So lange die Bahnhöfe im Pustertal nur als "desolate Visitenkarten" einer ganzen Urlaubsregion Schlagzeilen machen, werden wir mit der Bahn anreisenden Urlaubsgästen davon abraten, ihren Urlaub weiterhin im Pustertal zu verbringen. Wir können es nämlich nicht verantworten, Gästen weiterhin Bahnanreisen ins Pustertal zu empfehlen, obwohl wir genau wissen, mit welch "desolaten Zuständen" an den Bahnhöfen gleichsam als "Begrüßungsgeschenk" aufgewartet wird.

Ich danke für Ihr Verständnis und verbleibe mit freundlichen Grüßen

MMag. Martin Teißl
Tiroler Landessprecher von Fahrgast Österreich und Mitarbeiter bei Fahrgast - Pro Bahn Allgäu/Tirol
Pirchanger 73
A-6130 Schwaz in Tirol
Internet: http://www.fahrgast.at/
Besuchen Sie auch www.erlebnisbahn.at/ausserfernbahn und www.pro-bahn.de/ausserfernbahn


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Protestkundgebung Niederdorf

Ich bitte um Veröffentlichung dieses Leserbriefes als Antwort an Herrn Grünfelder

Es muss klargestellt werden, dass keine Bewegung und kein Protest irgendjemanden den Gebrauch des Privatautos verbieten will und kann und von allen Seiten Verständnis dafür aufgebracht wird, dass wir leider auf den PKW angewiesen sind. Das ist aber doch nicht das eigentliche Problem!

"Bahn (S-Bahn!) und Bus sind keine Alternativen", schreiben Sie. Eben! Warum nicht, wo man doch wissen müsste, dass es gegen den Verkehrsinfarkt überall nur diese Alternative geben kann?! Die Politik will es offensichtlich nicht - was aber will die Bevölkerung?

"Sie verteufeln Gott und die Welt", schreiben Sie: na ganz so unfromm sind die bösen Protestierer auch wieder nicht. Bevor Sie sich mit billiger Polemik an die Öffentlichkeit wenden, hätten Sie sich zumindest die Mühe machen sollen, Informationen darüber einzuholen, gegen was die Protestaktion gerichtet war. Einfach der Fairness wegen! Bei etwas gutem Willen hätte es wohl jeder wissen können.

Taferner Maria


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Freiwillige Verkerhsenthaltung

Unseren Mitbürgern, welche sich mit soviel Idealismus und Herz für unser aller Anliegen einsetzen, nämlich für den Erhalt unseres Lebensraumes, in gesundheitlicher, ökologischer, und nicht zuletzt auch in wirtschaftlicher Hinsicht, sei ganz herzlich gedankt.

Sie arbeiten dafür, im Gegensatz zu vielen hochbezahlten Politikern, in ihrer Freizeit und auf eigene Kosten.

Im Gespräch am „Runden Tisch" hat man einige dieser freiwilligen Aktivisten, die mit Argumenten kaum zu schlagen sind, sogar beschimpft. Und, kaum zu glauben, stattdessen vorgeschlagen, in Zukunft die Eindämmung der Verkehrslawine dem freiwilligen Wohlverhalten zu überlassen! Dieser in der Politik völlig neuartige Begriff (im Gegensatz zu Ticket, Kotoneasterausrottung u.s.w.) spricht jeder ernsthaften Bemühung Hohn.

Für den hochgelobten freien Warenverkehr opfert man auf Kosten der Bevölkerung wertvollen Grund, die Gesundheit, die eigene regionale Wirtschaft sowie unseren Tourismus u.s.w. Man kann den Faden weiterspinnen bis zum aktuellen Krieg. Ist es die Freiheit, die unsere Politiker meinen, dass wir weiterhin beharrlich und blind am Ast sägen, auf dem wir noch sitzen.

Ich werde jedenfalls meine und meiner Familie Zukunft in die Hände von verantwortungsbewussten Politikern zu legen wissen.

Schmiedhofer Johanna Ganthaler
Niederdorf, 29.03.2003


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Nachtfahrverbot vom Brenner bis Klausen

Keine zwei Tage nach der beruhigenden Veröffentlichung, dass die bis zu 200 Opfer/Jahr der Luftverschmutzung allein in Südtirol „zu emotional" gesehen würden und im Grunde nicht wirklich tot, sondern vielmehr „stets zu interpretieren" seien, kommt jetzt aus demselben (weis Gott von wem?) berufenen Munde des Herrn Prof. Gottfried Tappeiner ein weiterer „revolutionärer" Gedanken (ZETT) zur Minderung des Verkehrs- und Transitproblems: Laut Morgennachrichten im Sender Bozen vom 21,04.03 solle man doch, unterstützt von den Eisacktaler SVP- Mandataren, ein Nachtfahrverbot vom Brenner bis (ausgerechnet!) Klausen einführen!

Dazu einige Feststellungen und Bitten um Aufklärung:

A: Wenn man auf der einen Seite Langzeituntersuchungen der WHO (Weltgesundheitsorganisation) inkompetenterweise in Frage stellt, leistet man keinen großartigen Beitrag zur eigenen Glaubwürdigkeit.

B: Wenn man sich dann zwei Tage später für ein Nachtfahrverbot vom Brenner bis Klausen einsetzt, dann sollte man doch erklären, warum dann der zu erzielende Schutz den Bürgerinnen und Bürgern an der Südtiroler Transitstrecke abwärts von Klausen verwehrt wird.

C: Wenn man eine Landkarte zu Hilfe ziehen würde, müsste man doch sehen, dass diese Regelung den Umwegverkehr über die Pustertaler gratis- Schnellstraße (in Bau!) förmlich erzwingt bzw. zum Umfahren anstiften würde! Osttirol, das Pustertal, Mühlbach, Schabs, Vahrn, Brixen und Klausen bedanken sich schon jetzt für diesen in der Sache völlig absurden Vorschlag, den man auch noch den SVP-Mandataren in die Schuhe schieben will.

D: Man könnte auch ableiten, dass ein erwünschter Nebeneffekt dieser Transitflut übers Pustertal ein Wiederbeleben des bekannten Rufes nach „ordentlichen Straßen" durch unser Tal wäre - will man das nun auf einem derart kuriosen Weg "einleiten"?

E: Überfordert es die Logik - oder die Rücksichtnahme auf das Frächtergewerbe - endlich ein Nachtfahrverbot im gesamten Anwendungsbereich der Alpenkonvention zu fordern und umzusetzen? Von Ala bis Kufstein!

F: Ist es tatsächlich zuviel verlangt, vor allen anderen Überlegungen den elementaren Grundsatz "GESUNDHEIT VOR LASTER" zu stellen und damit den Menschen und seinen unmittelbaren Lebens- und Wirtschaftsraum "nachhaltig und dauerhaft" zu schützen? Wir meinen nicht.

Abschließende Bemerkung: Wer an einem Tag die Schadstoffbelastungen anzweifelt, am nächsten Tag auf Basis der selbst angezweifelten Schadstoffbelastungen ein untaugliches Nachtfahrverbot fordert, sollte den Grundsatz "Schuster, bleib bei den Leisten" beherzigen und diese Diskussion denjenigen überlassen, die etwas davon verstehen: Ärzten und Verkehrs- und Wirtschaftsexperten.

Presseaussendung
Bürgerinitiativen Bruneck/Pustertal
Plattform Pro Pustertal
Transitinitiative Südtirol


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Recht auf Gesundheit vor Recht auf freien Warenverkehr!

Offener Brief

An die Südtiroler Presse

An den Landeshauptmann Dr. Luis Durnwalder und

An die Südtiroler Landesregierung:

Bruneck, am xx.05.03

Recht auf Gesundheit vor Recht auf freien Warenverkehr!

Ein Planungsstopp für alle transitrelevanten Routen durch Südtirol ist zwingend erforderlich - insbesondere an der E66 - solange nicht geklärt ist, wie die im EU-Primärrecht verankerten Reduktionen der verkehrsbedingten Emissionen erreicht sowie dauerhaft und nachhaltig gesichert werden sollen.

Sehr geehrter Herr Landeshauptmann, geehrte Landtagsabgeordnete,

während vom Vinschgau bis Winnebach gemäß Landestransportplan und darüber hinaus neue Straßen, Umfahrungen, Erweiterungen etc. geplant werden bzw. bereits in Bau oder kurz vor Baubeginn stehen, verlangen sowohl EU-Rat, EU-Parlament und sogar die EU-Kommission die völlige Freigabe des Lkw- Transitverkehrs durch die Staatsgebiete der EU- Mitgliedsländer.

Derartige Aussagen können wir natürlich auf keinen Fall hinnehmen, da damit nicht weniger als unser Lebens- und Wirtschaftsraum auf dem Spiel steht. Die derzeitige Situation ist schon untragbar, und um einer weiteren Verschlimmerung vorzubeugen, muss ein Planungs- und Baustopp auf allen transitrelevanten Routen durch Südtirol verfügt werden – solange, bis eindeutig und verbindlich geklärt ist, wie hinkünftig die notwendigen Reduktionen der Schadstoff- und Lärmbelastungen vor allem aus dem Lkw-Bereich "nachhaltig und dauerhaft" erreicht und gesichert werden.

Es darf nicht sein, dass die Steuerzahler für die vom Straßenverkehr verursachten Schäden doppelt bezahlen: zuerst den Straßenausbau mit ihren Steuergeldern und dann mit dem Verlust ihrer Lebensqualität und Gesundheit bis hin zum Tod. 200 Tote in Südtirol allein durch Vergiftungen aus dem Verkehrsbereich sprechen eine überdeutliche Sprache. Der Zeiger der Uhr steht auf "5 nach12". Als abschreckendes Beispiel für die lokalen Auswirkungen einer europaweit verfehlten Verkehrspolitik sollten wir die Situation im Tiroler Unterinntal zur Kenntnis nehmen, das mit 1. Oktober 2002 großteils zum Sanierungsgebiet bezüglich Luftschadstoffe erklärt wurde. Damit sind auch die vielen Groß-, Mittel- und Kleinunternehmen, die das wirtschaftliche Rückgrat des Unterinntals bilden, in ihrer Entwicklungsfähigkeit stark beeinträchtigt, da aufgrund der (schwerverkehrsbedingten) Luftsituation de facto keine Betriebserweiterungen oder Neuansiedlungen mit energieintensiven Anlagen mehr möglich sind. Wenn wir die Verkehrsentwicklung auf den Transitrouten weiter so über uns ergehen lassen, kann dem produzierenden Gewerbe in Südtirol in Kürze ein ähnliches Schicksal blühen.

Es stellt sich die Frage: Ist es wichtig und unverzichtbar, die Lebens- und Wirtschaftsräume in den europäischen Regionen "dauerhaft und nachhaltig" zu erhalten oder ist es wichtig und unverzichtbar, eine Verkehrspolitik fortzusetzen, deren offensichtliches Scheitern vor aller Augen ist, und damit diese Lebens- und Wirtschaftsräume zu zerstören für ein weiteres Verkehrswachstum, das gesamtwirtschaftlich keinerlei Nutzen bringt? Diese Grundsatzentscheidung fordern wir jetzt am Beispiel unserer Region im Anwendungsbereich der Alpenkonvention von Rosenheim bis Verona ein!

Wir erwarten, sehr geehrter Herr Landeshauptmann, dass Sie unsere Argumentation teilen und die notwendigen Schritte einleiten. Für einen großen Teil der Bevölkerung dürfte es außerdem kaum nachvollziehbar sein, dass sie immer deutlicher die Sparmaßnahmen im Gesundheits- und Sozialbereich zu spüren bekommt, während die öffentlichen Gelder für den Ausbau der derzeitigen und künftigen Transitrouten offensichtlich nie zum Versiegen kommen.

Plattform Pro Pustertal
Bürgerinitiativen Bruneck/Pustertal ARGENUP
Heimatpflegeverband Pustertal
Transitinitiative Südtirol
Transitforum Austria
Arge Stop Transit


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Spaziergang durch Bruneck –

Niederkofler Hanspeter


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Stiefkind Radfahrer in Bruneck

Es ist kaum ein Monat vergangen, seitdem ein 13jähriges Mädchen, das mit dem Fahrrad unterwegs war, auf Brunecks Straßen tödlich verunglückte. Ich war zutiefst erschüttert und fragte mich, ob und wie die Gemeinde Bruneck wohl darauf reagieren, was sie also unternehmen würde, um die Sicherheit der Radfahrer in Bruneck besser zu garantieren.

In der Ausgabe vom 10. Mai 2003 der „Dolomiten" hat nun die Verkehrskommission eine groß angelegte Kontrolle für mehr Verkehrssicherheit an Fahrrädern der Grundschüler angekündigt. So löblich diese Aktion auch ist, drängt sich doch die Frage auf, warum sie auf die Grundschüler beschränkt, also nicht allen Jugendlichen und sogar Erwachsenen angeboten wird. Zudem bin ich etwas enttäuscht, wenn das die einzige Reaktion der Gemeinde auf diesen tragischen Unfall sein soll. Ein intaktes Fahrrad ist sicher Grundvoraussetzung, um das Fahrverhalten zu kontrollieren, den Fußgänger nicht zu gefährden und den Autofahrer auf den Radfahrer aufmerksam zu machen. Diesen Beitrag für mehr Sicherheit muß der Radfahrer selbst leisten. Eine andere, nicht weniger wichtige Voraussetzung für Verkehrssicherheit, ist die Planung, Gestaltung und der Zustand der Radwege. Dafür zu sorgen, ist Pflicht der Gemeinde und nicht Sache des Radfahrers. Und da besteht in Bruneck noch einiger Nachholbedarf.

Am Beispiel Araltankstelle/Dantestraße – Schulzone, einer ca. 2 km langen Strecke, die laut Gemeinde eine Vorzeigestrecke darstellt, lassen sich Sicherheitsrisiken und Gefahrenquellen für Radfahrer am besten demonstrieren.

Nach der Araltankstelle beginnt ein schöner Radweg, mit Bodenmarkierung ausgezeichnet, wie sie im deutschsprachigen Ausland schon lange üblich ist. Die Bodenmarkierung reserviert dem Radfahrer einen Platz im Verkehr und schützt ihn vor anderen Verkehrsteilnehmern. Dieser Schutz wird in Bruneck aber nur Fußgängern und Autofahrern gewährt. Bei jeder Straßenüberquerung und bei jeder Kreuzung (Kapuzinerplatz, Ampel Reischacherstraße) sowie am Graben ist diese Bodenmarkierung für den Radweg aus nicht verständlichen Gründen weggelassen. Das ist der Fall bei der Feuerwehrausfahrt, bei der Goethestraße sowie bei der Delagostraße, obwohl Platz für Zebrastreifen und Radwegmarkierung wäre. Nach der Goethestraße wird die Bahn so eng, dass Fußgänger und Radfahrer kaum Platz haben; es gibt aber keinen Hinweis dafür und auch kein Verbotsschild für Radfahrer. Die meisten Radfahrer fahren also trotzdem weiter. Nach diesem Hindernis genießt der Radfahrer wieder seine reservierte Bahn, bis zur Ausfahrt vom Sternhof. Wenn er Glück hat, steht dort kein Auto, das verkehrswidrig nach links abbiegen will oder auf dem Radweg parkt und er kommt zügig und sicher bis zum Pacherhaus. Hier löst sich der Radweg in Luft auf und der Schutz für den Radfahrer ist bis zum Turmkaffee vorbei. An dieser Gefahrenquelle müsste die Sicherheit der Radfahrer Vorrang vor der Ästhetik haben. Die Blumeninseln sind zwar wunderschön, nehmen aber viel Platz weg, der für die Realisierung eines markierten Radweges über die Kreuzung genutzt werden könnte. Die Rienzbrücke stellt eine Gefahr für Fußgänger und Radfahrer dar. Ein eigener Radübergang fehlt immer noch. Von der Ampel Reischacherstraße bis zur Einfahrt in die Schulzone gibt es zwar wiederum einen reservierten Radweg, der aber zur Slalomfahrt zwingt, da er oft von parkenden Autos besetzt wird.

Dieser innerstädtische Radweg, den täglich viele Schüler und Berufstätige benützen, ist zwar in Teilstücken beispielhaft, beinhaltet aber auch eine Menge Gefahrenquellen, die bei etwas gutem Willen und Respekt dem Radfahrer gegenüber beseitigt werden könnten, um so mehr Sicherheit zu garantieren. Von der Anichsiedlung bis zum Stadtzentrum schaut es mit der Sicherheit für Radfahrer noch viel schlimmer aus.

An die Adresse der Verkehrskommission sollen deshalb folgende Vorschläge und Bitten gerichtet sein:

Die Aktion „Kontrolle für Verkehrssicherheit" für die Fahrräder aller Brunecker BürgerInnen ausdehnen (Kinder, Jugendliche, Erwachsene).

Information über Grundkenntnisse der Verkehrsregeln für alle Radfahrer (eventuell im Umweltblatt der Gemeinde veröffentlichen).

An neuralgischen Stellen (z.B Kapuzinerplatz, Ampel Reischacherstraße): Sicherheit der Radfahrer und Fußgänger vor Ästhetik (z.B. Blumeninseln) stellen und so Platz für Zebrastreifen und Fahrradstreifen schaffen.

Eigener Radweg über die Rienzbrücke.

Mehr Kontrolle der Autofahrer bei Parken auf Radwegen (z.B. Sternhof, Lorenznerstraße bis Einfahrt Schulzone)

Dem Radfahrer nicht nur Pflichten bzw. Verbote auferlegen, sondern auch Rechte zuerkennen, z.B. durch Bodenmarkierungen für Radfahrer bei allen Straßenüberquerungen, bei Kreuzungen, sowie am Graben (Turmkaffee – Ampel Reischacherstraße).

Alfons Hopfgartner
Dietenheim


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Straßenbau: Worte des LH zum Nordring

Offener Brief

Unser Landeshauptmann hat bei der Eröffnung des Straßen-Tunnels bei Naturns und Staben, im Einklang mit den einleuchtenden Worten des verantwortlichen Planers, die Unterflur- bzw. Tunnelvariante als vorbildliche Lösung des Straßenbaus in der Nähe von bewohnten Zonen gerühmt.

Ich frage hiermit die Verkehrskommission, den Stadtrat und den Bürgermeister von Bruneck, warum diese von Dr. Luis Durnwalder gelobte Lösung bei der Schließung des Brunecker Nordrings nicht, oder nur zum Teil angewendet werden soll!?

Bitte einigen Sie sich mit dem Landeshauptmann und übernehmen Sie dessen Ansicht über die beste Lösung: zur Gänze unterirdisch, der Bevölkerung zuliebe!

Heinz Zelger
Dietenheim


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Verkehr in Puster- und Eisacktal

Es wird festgehalten, dass aufgrund des kontinuierlich wachsenden Verkehrsaufkommens auf der Straße – hausgemachter sowie Reise- und Durchzugsverkehr – Beeinträchtigungen auftreten, die sich nachteilig auf das Gebiet (konkret Eisacktal / Pustertal) und die dort lebende Bevölkerung auswirken. Die Beeinträchtigungen bestehen in der Hauptsache in der Verschmutzung durch frei werdende Abgase, in der Verursachung von Lärm und nicht zuletzt in der Überlastung der bestehenden Verkehrswege mit der Hand in Hand gehenden Verschärfung des Sicherheitsrisikos. Für die Linderung bzw. teilweise Beseitigung der besagten Beeinträchtigungen sprechen sich die Bezirksgemeinschaften Eisacktal und Pustertal entschieden gegen die Verwirklichung neuer Straßen in Form von Schnellstraßen bzw. Autobahnen aus, wie immer sie auch heißen mögen (E66 bzw. Alemagna durch das Pustertal, dritte Autobahnspur durch das Eisacktal). Die bestehende Straße durch das Pustertal bedarf zweifelsohne verschiedener Verbesserungen und Eingriffe um das Verkehrsaufkommen zeitgemäß bewältigen zu können. Erstrebenswert ist eine überregionale Lösung der Verkehrsproblematik mit weitsichtigen Gesamtkonzepten.

Zur Entlastung des Straßenverkehrs soll der Eisenbahnverkehr für den Transport von Gütern und Personen mit gezielten Maßnahmen attraktiver gestaltet werden.

Eisenbahnverkehr

Es gilt die Eisenbahn als sicheres, bequemes und modernes Transportmittel für Güter und Personen zu erkennen und entsprechend zu sensibilisieren. Demzufolge sind die hierfür zweckdienlichen Investitionen zu tätigen, insbesonders was den Personentransport tagsüber angeht. Konkrete Investitionen seien auf dem Sektor des Lärmschutzes (Lärmschutzvorrichtungen, Einhausungen udgl.) der Schaffung neuer Haltestellen für den Pendlerverkehr, die Verlegung von Eisenbahntrassen aus Wohngebieten, die Abwicklung des Gütertransportes (nächtliche Ruhestörung) u.a.m. zu tätigen. Das Pustertal bedarf einer geeigneteren Anbindung an das Eisenbahnnetz des Eisacktales um das derzeit zeitaufwendige Umsteigen am Bahnhof von Franzensfeste zu beseitigen. Bahnhöfe und die dazugehörenden Areale (dies gilt hauptsächlich für das Pustertal) seien zu pflegen und falls im desolaten Zustand oder gar aufgelassen instand zu setzen und zu beleben.

Fahrradwege

Sowohl die Bezirksgemeinschaft Eisacktal als auch jene des Pustertales sind daran interessiert, dass die Anbindung des Fahrradweges von der Gemeindegrenze Vintl über Mühlbach nach Brixen ehestens verwirklicht wird. Hierfür sind sowohl die notwendigen technischen und finanziellen Belange mit Nachdruck zu betreiben und zu klären. Was die Ausschilderung der Fahrradwegtrasse anbelangt, sei eine zweckdienliche Abstimmung zwischen den Körperschaften notwendig.

Gemeinsame Sitzung am 6. Mai 2003 in Bruneck:
Präsident Dr. Arthur Scheidle,
Bezirksgemeinschaft Eisacktal;
Präsident Dr. Manfred Schmid,
Bezirksgemeinschaft Pustertal;
Bruneck, am 6. Mai 2003


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Wiederbelebung der Pustertaler Eisenbahn

Ich stelle fest, dass die Pustertaler Bahn im heutigen Zustand alles andere als attraktiv ist.

Sie endet praktisch im Niemandsland Franzensfeste.

Es ist eine Zumutung, dass diese künstliche Haltestelle bar jeder Kundenfreundlichkeit ist. Im Computerzeitalter müsste es doch möglich sein, die Züge ohne großen Zeitverlust nach Brixen zu führen, wo auch der Kreuzungspunkt eingerichtet werden sollte.

Die Finanzierung könnte von Einsparungen bei Straßenprojekten kommen, z.B. sinnlose Ausfahrten bei großen Umfahrungen streichen.

Die Buslinien müssen bei den Bahnhöfen enden.

Der Zugfahrplan sollte so gestaltet werden, dass die Bedürfnisse der Nutzer zählen und nicht die einiger Lobbyisten die dann doch nicht mit dem Zug fahren.

Die Fahrpläne sind so abzustimmen, dass bei eventuellen Verspätungen den Fahrern noch Ermessungsspielraum bleibt auf einen Zug zu warten

oder nicht.

Der Bus sollte den Zubringerdienst zu den Bahnhöfen haben und nicht als eigener paralleler Dienst geführt werden.

Die großen Busse sollten von den Zentren zu den Abzweigungen in die Seitentäler, z. B. Mühlwald, Weißenbach oder Rein fahren.

Nach dem Beispiel der Discobusse wären zusätzliche Dienste sinnvoll, z.B. für Wanderer, Radtouristen, Familien mit Kleinkindern, usw.

Der Bahnanschluß der Pustertaler Bahn von Innichen bis Lienz ist in das Verkehrsverbundnetz des Landes Südtirol einzutragen, dies ist eine unabdingbare Vorbedingung.

Bernhard Brugger
St. Georgen


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Das Eltern-Kind-Zentrum Bruneck

Das Eltern-Kind-Zentrum Bruneck besteht seit nunmehr 12 Jahren und befindet sich in der Paul-von-Sternbach-Straße Nr. 8, gegenüber der Brunecker Pfarrkirche.

Es wird von 13 Frauen (zum Teil ehrenamtlich) geführt und betreut und dient vor allem als Treffpunkt für Mütter, Väter, Omas und Opas mit ihren Kindern. Angeboten werden auch Kurse, wie Kreatives für Mütter und Kinder, Italienischkonversation, Englischkurse im Sommer, Gesprächsrunden, Vorträge, Spielgruppen für Kleinkinder usw., doch auch Kasperlevorführungen, Märchenstunden, eine Stillberatung und die Beratung für die Tagesmütter werden im Elki angeboten.

Angeboten wird auch eine Kinderbetreuung während der Öffnungszeiten (Montag bis Freitag von 9.00 bis 11.30 Uhr und von 15.00 bis 17.00 Uhr) zu einem Preis von 2.00 Euro die Stunde. Das Eltern-Kind-Zentrum übernimmt auch die Kinderbetreuung bei verschiedenen Veranstaltungen im Ragenhaus, beim Brunecker Weihnachtsmarkt, bei der Spielemesse in Toblach usw.

Viel genutzt wird auch der Tauschmarkt Doppelmoppel, wo es alles aus zweiter Hand für Kinder von 0 bis 15 Jahren gibt. (Öffnungszeiten: Mittwoch und Freitag von 9.00 bis 11.30 und von 15.30 bis 17.00 Uhr)

Die Besucherzahlen im Elki steigen ständig an, so hatten wir im Jahre 2001 im Treffpunkt 5.310 Besucher und im Jahre 2002 waren es schon fast 9.000.

Mittlerweile hat das Eltern-Kind-Zentrum Bruneck 1136 Mitgliederfamilien aus dem ganzen Pustertal, von Sexten bis Mühlbach, von Enneberg bis St. Johann.

Waltraud Hitthaler


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Tatort Brenner Band 4 – „5 nach 12"

Dieser Band zeigt schonungslos auf:

Die Folgen des europäischen „Irrweges des freien Waren- und Personenverkehrs". Die Folgen des europäischen „Irrweges der Ankündigungs- und Schlagwortpolitik" am Beispiel des Tiroler Inntales mitten im Herz der Alpen. Den europäischen „Irrweg des Just-in-time-Syndroms" mit allen Konsequenzen für Mensch und Wirtschaft in den Regionen. Den „Irrweg der politischen Lüge", die längst zum „Gewohnheitsrecht" geworden ist.

Dieser Band verlangt zwei glasklare politische Entscheidungen:

Grundrechte der Menschen vor falsch verstandene Grundfreiheiten, die bereits Grundbelastungen der Gesundheit bis zum Tod darstellen.

Umsetzung der Durchführungs-Protokolle der Alpenkonvention von 1991; in Kraft getreten am 18. Dezember 2002.

Dieser Band soll aufrütteln und provozieren, warnen, mahnen und motivieren: zum eigenen Engagement der alpinen Bevölkerung an politischen Entscheidungsprozessen.

Hinschauen, nicht wegschauen. Reden, nicht schweigen. Handeln, nicht untätig sein. Kämpfen, nicht resignieren. Bleiben, nicht davonlaufen. Verantwortung tragen, nicht delegieren. Wärme schenken, nicht Kälte ausstrahlen.

Der Verfasser:

Fritz Gurgiser, Obmann vom Transitforum Austria-Tirol, lebt mit seiner Familie zwischen Autobahn und Eisenbahn im Tiroler Inntal. Er hat den Bau der Brennerautobahn als Kind miterlebt und setzt sich seit über 15 Jahren aktiv für Gesundheit sowie den Lebens- und Wirtschaftsraum in der Alpenregion ein. Mit dem Transitforum Austria-Tirol wird eine neue politische Kultur gelebt.

TATORT BRENNER, Band 4: „5 nach 12"

Inhaltsverzeichnis.

Vorwort

Erklärung Bischof Alois Kothgasser

Sensible Lebens- und Wirtschaftsräume im Anwendungsbereich der Alpenkonvention

NO2-Grenzwertüberschreitungen an der A 12

„5 nach 12" – Lebens- und Wirtschaftsraum statt Sanierungsraum

„5 nach 12" – Gesund statt krank

„5 nach 12" – Berufskraftfahrer: mit einem Fuß am Pedal mit dem andern im Kriminal

„5 nach 12" – Arbeitsplatzsicherung statt Betriebsabsiedelung

„5 nach 12" – Grundrechte vor Grundfreiheiten

„5 past 12" – Special press release

Pakt für die Zukunft unseres Lebens- und Wirtschaftsraumes

Warum die Menschen auf die Straße gehen

Maßnahmen zur Verbesserung des alpinen Lebens- und Wirtschaftsraumes:

Die Alpenschutz-Transiterklärung

Alpine Protection – Transit Declaration

Schlusswort – Erwartungen für 2003

Zum Nachdenken – John Locke

Unkostenbeitrag: 1 Stk. incl. Versandkosten à € 10,00
Ab 10 Stk. incl. Versandkosten à € 7,00
Konto 644880 bei Raiffeisenlandesbank für Tirol, BLZ 36000